Movimento consumatori veneto nel mirino della Corte dei Conti

A processo l’ex presidente nazionale Miozzi e la responsabile regionale Multari, soci in una coop La Procura contesta una danno di 230 mila euro per progetti non eseguiti. La difesa: «Tutto in regola»

Nell’immaginario collettivo, il Movimento dei consumatori è una sorta di Robin Hood, difensore dei cittadini vessati e raggirati: ma per il sostituto procuratore generale della Corte dei Conti del Veneto, Chiara Imposimato, il Comitato regionale veneto del Movimento avrebbe dolosamente procurato alle casse della Regione e della Camera di commercio di Venezia danni per 230 mila euro. Si tratta di una parte degli oltre 600 mila euro pubblici destinati negli anni al Movimento per la realizzazione di un sito web e ad una serie di progetti di educazione ed allerta civica, nel territorio. Secondo l’accusa, parte di quei fondi pubblici sarebbero invece stati destinati ad affari privati.

Il processo davanti alla Corte dei conti presieduta da Guido Carlino si svolgerà l’8 giugno: a difendersi dall’accusa di aver provocato un danno erariale di 191 mila euro ai danni della Regione Veneto e di 38 mila euro in carico alla Ccia, la Procura contabile ha chiamato a giudizio l’ex presidente nazionale del Movimento, il mestrino Lorenzo Miozzi, e lo stesso Comitato veneto del Movimento consumatori, il cui legale rappresentante è l’avvocata veronese Monica Multari, citata a giudizio anche come persona fisica.

Miozzi e Multari sono, infatti, anche soci della Social Mind, una cooperativa di mediazione civile in ambito bancario-finanziario, che per il Movimento consumatori veneto ha realizzato parte dei progetti finiti nel mirino non solo della Corte dei Conti, ma anche della Procura penale, che nei mesi scorsi ha avviato un’indagine per truffa aggravata, che vede indagati gli stessi Miozzi e Multari. Siamo nella fase del processo contabile, non ancora alla sentenza, e le parti si sono difese respingendo ogni addebito.

Al centro dell’inchiesta della Corte - che si intreccia con quella penale - due diverse indagini del Nucleo di polizia Tributaria della Finanza. La prima ha per oggetto il contributo da 200 mila euro - di cui 120 mila effettivamente erogati - che il ministero allo Sviluppo per tramite della Regione ha destinato al Movimento, per la realizzazione di un sito internet con un blog: secondo l’accusa, sarebbero state prodotte false documentazioni per giustificare spese mai sostenute, mentre parte dei contributi sarebbe stata destinata ad attività commerciali dei convenuti, come l’Officina dei Mestieri di Mestre e alla stessa cooperativa Social Mind.

Una seconda indagine riguarda dieci progetti realizzati dal Movimento consumatori tra il 2010 e il 2014, con fondi della Regione e in parte della Camera di commercio: in tutto, quasi mezzo milione di euro per inziative di informazione dei cittadini come “ Facciamo i conti”, “ Consumatori in Piazza”, Festival dei consumatori, Venezia 2020, Next Tourism, 100% cittadini, Acqua 2010, Odio i falsi, Turismo consapevole. Anche in questo caso, sono contestate «gravissime irregolarità», con documenti presentati due volte per un doppio rimborso da enti diversi o «falsificati per ottenere contributi che, diversamente, non sarebbero spettati». Cifra finale contestata: un danno erariale da 230 mila euro.

«Tutte le attività sono state svolte nel rispetto delle delibere, come dimostrano anche le foto degli eventi , tanto che né la Regione né la Camera di commercio ci hanno mai mosso contestazioni», la risposta dell’avvocato Multari, «Social Mind è una cooperativa che si occupa di mediazione civile ed è solo uno dei molti fornitori del Movimento, con sede a Mestre».

«Siamo riusciti già a ridurre l’ambito delle contestazioni», commenta l’avvocato Andrea Pasqualin, legale di Miozzi, «e contiamo di dimostrare in dibattimento che se qualche piccolo errore è stato fatto, non c’è stato dolo o colpa grave». Parola ai giudici.

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