Cavarzere darà un contributo per non far chiudere l’ufficio

CAVARZERE. Salvare il giudice di pace di Chioggia? Tutti d’accordo, purché non costi troppo. Dopo le aspre polemiche sulle mozioni di sfiducia a Frezzato e Bergantin, il consiglio comunale ritrova l’u...

CAVARZERE. Salvare il giudice di pace di Chioggia? Tutti d’accordo, purché non costi troppo. Dopo le aspre polemiche sulle mozioni di sfiducia a Frezzato e Bergantin, il consiglio comunale ritrova l’unità sulla proposta, formulata dal consigliere Pasquali, di contribuire al mantenimento del giudice di pace di Chioggia, attraverso un impegno formale dell’amministrazione a partecipare alle spese di gestione. L’ufficio del giudice di pace era presente sia a Chioggia che a Cavarzere fino al 2012, anno in cui il governo Monti dispose la chiusura di molti piccoli tribunali (tra cui proprio quello di Chioggia) e giudici di pace.

Per questi ultimi, però, c’era la possibilità di continuare a funzionare se gli enti locali di riferimento si fossero fatti carico delle spese. L’allora sindaco Giuseppe Casson, si assunse l’onere per quanto riguardava Chioggia. Tommasi, invece, lasciò che l’ufficio di Cavarzere chiudesse. L’allora sindaco di Cona, Anna Berto, firmò un’intesa con Chioggia che il suo successore, Alberto Panfilio, non riconfermò e anche il neo sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, era stato sul punto di abbandonare. Le sollecitazioni di avvocati e mondo politico hanno, poi, convinto Ferro a sostenere il servizio, pena dover ricorrere a Venezia per ogni piccola controversia. E ora anche Cavarzere sembra disposta a pagare per non condannare i cittadini alle lunghe trasferte giudiziarie veneziane.

Tuttavia il sindaco Tommasi ha chiesto un emendamento al testo presentato da Pasquali, per legare l’impegno economico del Comune alle disponibilità di bilancio e a una più accurata definizione dei criteri di partecipazione alla spesa: non solo demografici ma anche una valutazione del numero dei casi provenienti da ciascun comune.

Diego Degan

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