Centro cottura, l’Usl 3 sfratta il Comune

Cavarzere. Il municipio non ha mai liquidato le spese di luce, acqua e gas: debito di 144 mila euro

CAVARZERE. Quasi 150 mila euro da pagare subito e sfratto annunciato per il centro cottura nell’ex ospedale. È questa l’ultima tegola piovuta sulle casse comunali, con una lettera firmata personalmente dal direttore generale dell’Usl 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, giunta in municipio una decina di giorni fa.

A preoccupare l’amministrazione comunale non sono tanto i tempi dello “sfratto”, per i quali c’è tempo per trattare fino al prossimo 15 ottobre, ma quelli del pagamento: 15 giorni, dice Dal Ben, poi «non si esiterà ad adire le vie legali».

Il centro cottura era stato pensato come una struttura al servizio di mense scolastiche, casa di riposo e fornitura di pasti a domicilio per persone in difficoltà, dei Comuni di Cavarzere e Cona, diversi anni fa, dall’ultima amministrazione a guida Parisotto. La sede era stata individuata nelle cucine dell’ex ospedale, di proprietà, dell’Usl (all’epoca la 14), e il contratto di comodato era stato firmato il 15 ottobre 2007, con durata di 10 anni e non prevedeva un affitto, ma una compartecipazione del Comune di Cavarzere alle spese per le utenze di acqua, luce e gas.

Il progetto, però, era andato in porto molto più tardi, ed era stato attivato dalla prima amministrazione Tommasi nel giugno 2014, circa tre anni fa, quindi. Da allora, scrive Dal Ben, il Comune ha accumulato un debito, nei confronti dell’Usl (che ha anticipato le spese) di 144.427,62 euro il cui pagamento è stato, mano a mano, sollecitato «nella corrispondenza intercorsa, nelle riunioni tenutesi sull’argomento e nelle fatture da voi immotivatamente rifiutate». Al totale dei crediti vantati dall’Usl manca, poi, la quota relativa al 2017, che non è ancora stata calcolata.

Dunque, ora Dal Ben ha perso la pazienza e chiede il pagamento entro 15 giorni, in pratica entro fine mese. Non solo. Il direttore generale dell’Usl 3 afferma anche la volontà di non rinnovare il contratto, in scadenza il prossimo 15 ottobre, lasciando così il Comune privo della struttura in cui svolgere il servizio.

È chiaro che, nei prossimi mesi, si cercherà una mediazione ma, intanto, ci sono da trovare quasi 150 mila euro (o, almeno, un consistente anticipo) per tranquillizzare l’Usl. E, in questo senso, l’unico segnale sembra essere la convocazione del Consiglio comunale per l’approvazione del rendiconto 2016, mercoledì 26 aprile.

Tale adempimento renderà disponibile l’avanzo di amministrazione che potrà servire a coprire il debito, o parte di esso. E poi si vedrà.

Diego Degan

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