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Taxi, battaglia legale senza fine per le licenze

Ennesimo ricorso in sei anni per le 25 “nuove” autorizzazioni, mentre le barche sono sempre di più

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VENEZIA. A dirimere la querelle tra aspiranti taxisti e Comune di Venezia non sono bastati sei anni di contenziosi legali, tra cause al Tar, appelli al Consiglio di Stato, ricorsi fino in Cassazione: infatti, ancora non è finita.

Oggetto del contendere, la conquista di una delle 25 “nuove” licenze di taxi banda gialla, messe in gara dal Comune nell’ormai lontano 2011. Autorizzazioni ambitissime in un mercato del trasporto non di linea notoriamente assai ricco e bloccato da quel numero chiuso messo a salvaguardia della città dal moto ondoso, ma che per decenni ha anche favorito trattative a molti zeri per la compravendita delle licenze. In conseguenza del nuovo ricorso, per il momento Venezia si ritrova con due licenze “gialle” in più: 52, rispetto alle 50 previste dal contingente massimo stabilito dalla stessa amministrazione comunale. Cosa è successo?

Accade che i giudici del Tribunale amministrativo regionale abbiano accolto la richiesta di sospensiva avanzata da tre motoscafisti che nei mesi scorsi, dopo quattro anni di lavoro, si sono visti revocare dal Comune la licenza concessa come vincitori del bando. I tre ricorrenti (rappresentati dagli avvocati Molina, Tassetto e Zambelli) potranno così continuare a lavorare al timone del loro taxi, in attesa della sentenza definitiva. L’udienza di merito è fissata per il 18 ottobre.

«L’amministrazione ha revocato le licenze applicando sentenze che hanno rivisto i punteggi, in maniera secondo noi palesemente errata», osserva l’avvocato Jacopo Molina, «in questo modo, ha escluso tre dei vincitori del bando 2011 per la concessione delle 25 licenze, inserendo due degli esclusi. Così a marzo è stata notificata la revoca della licenza, in base alla quale - in questi anni - i ricorrenti hanno non solo regolarmente lavorato, ma hanno anche investito: consideriamo che una barca non costa meno di cento mila euro». Nel merito, il nuovo ricorso contesta proprio il calcolo dei punteggi che ha portato all’esclusione. Tant’è, al momento in acqua i taxi gialli sono 52, invece di 50 e lo stesso Comune - sottolinea l’avvocato Molina - li ha inseriti tutti nei turni estivi.

Naturalmente, i motoscafi in servizio 24 ore su 24 sono molti di più, come si accorge attraversi il Canal Grande o bacino San Marco: alle 52 licenze gialle, infatti, se ne affiancano 35 “verdi” per il noleggio e ben 192 bivalenti (in base alla legge regionale 21/92) sia per nolo che per servizio taxi. A queste 279 barche si aggiungono le “licenze rosse”, con autorizzazione di altri Comuni della gronda. (r.d.r.)

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