Il voto salva l’assessore Frezzato

Elargì tremila euro all’associazione “Cplus” presieduta dal figlio

CAVARZERE. La maggioranza fa quadrato e salva l’assessore Cinzia Frezzato (Pd) con un gioco di prestigio che rivela tutte le difficoltà patite a causa del voto, su una delibera di giunta, con cui la stessa Frezzato aveva elargito un contributo di tremila euro all’associazione culturale Cplus, presieduta da suo figlio, Marco Longhin.

Proprio sulla base di quel voto, espresso in violazione di legge perché riguardava un parente entro il quarto grado, e in cui la Frezzato garantiva il numero legale per la validità della seduta, l’opposizione aveva presentato una mozione che chiedeva il ritiro della delibera, e la sfiducia all’assessore. Mozione che è arrivata in consiglio, mercoledì sera, per volontà della presidente, Sabrina Perazzolo (Pd), in seduta segreta, togliendo così ai cittadini la possibilità di vedere, e giudicare, il comportamento dei loro rappresentanti eletti. La mozione è stata respinta con 11 voti a 4, pari pari le forze in campo, sia pure a voto segreto. I capigruppo Pd e Si, a quanto trapela, hanno giudicato «superata» la questione, dato che la Cplus aveva restituito, nel frattempo, i tremila euro ricevuti. Ora una nuova delibera, preso atto della restituizione del contributo, annullerà quella incriminata. In tal modo viene sanato il danno erariale ma non, come ha fatto notare il consigliere Pier Luigi Parisotto, «il reato penale», ovvero l’abuso d’ufficio, commesso dalla Frezzato.

Inoltre appare chiara (visto che non si parla di annullamento in autotutela, ma solo di presa d’atto della restituzione dei soldi) la volontà dell’amministrazione, e della stessa Frezzato, di non assumersi alcuna colpa per l’illecito: ai cittadini neppure una parola di scuse.

Diego Degan

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