Settanta migranti in arrivo dalla Sicilia

Sono destinati ai Comuni della Città metropolitana. Il prefetto: «Spostati alcuni ospiti di Conetta in altre strutture»

Settanta profughi, uno più, uno meno, sono in arrivo e tutti sono destinati alla Città Metropolitana. Effetto degli ultimi sbarchi sulle coste siciliane calabresi nel fine settimana di Pasqua. Il prefetto Carlo Boffi: «Spero di trovare una sistemazione senza aggravare la situazione di Conetta. Nel frattempo posso contare sui posti per minori non accompagnati: su cinquanta unità appaltanti ho trovato la disponibilità per ventitrè posti. In questi giorni abbiamo spostato degli ospiti di Conetta in altre strutture. Questo ci garantisce il turnover con chi arriva. A ogni arrivo è stato deciso di spostare in altre strutture trovate nei vari Comuni chi si trova a Conetta da più tempo, così facciamo in modo che si liberino posti per gli ultimi assegnati».

Naturalmente il sindaco di Cona Alberto Panfilio si augura che a Conetta non si aumenti il numero di ospiti, ora che la quota si è stabilizzata a 1.400 unità. Lui a dire il vero spera che diminuiscano ancora di più, anche se più realisticamente capisce che per ora sarà impossibile. In questo momento, per la gestione di Cona, la Prefettura è in deroga in quanto l’appalto è scaduto a fine dicembre 2016. Nel frattempo è stata fatta la gara per la gestione e l’ospitalità dei minori non accompagnati. Si tratta di 50 posti. Come spiegato dal Prefetto di questi cinquanta ne sono stati trovati ventitrè. Fino allo scorso anno Venezia e la Città metropolitana non ne avevano nemmeno uno. Non erano mai stati appaltati e quindi in provincia di Venezia non c’era nessuna struttura che accoglieva i minori assegnati.

La Prefettura continua a cercare strutture che accolgano dai 100 ai 200 richiedenti asilo in edifici e aree di proprietà del Demanio, distribuite in tutto il Veneto e anche nei Comuni che dicono no alla richiesta di ospitare profughi. Questo nel segno delle linee dettate dal ministero dell’Interno per svuotare parzialmente le strutture di Cona, Bagnoli, Treviso e Oderzo sempre a rischio rivolta.

In queste ex caserme sono state ammassate complessivamente oltre 2.100 persone. Il piano, realizzato in collaborazione tra ministero dell’Interno e Anci nazionale, per l’accoglienza diffusa, prevede un maggior coinvolgimenti dei Comuni. Prima di tutto stabilisce le quote per ogni singolo paese basando il calcolo su un rapporto che varia da 2 a 3 migranti ogni mille abitanti. Viene stabilito che i Comuni fino a 2.000 abitanti devono accogliere almeno sei migranti. Per le Città metropolitane il rapporto cambia: per evitare che una città come Venezia si ritrovi ad avere forti ammassamenti il rapporto diventa di due profughi ogni mille abitanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Maxi rissa a Savona nel cuore della movida: il degrado della Vecchia Darsena

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi