«È arrivato il momento di dire basta»

Il governatore Zaia: su 34 mila arrivati in Veneto ben 21 mila hanno fatto perdere le tracce

«L’Austria vuole chiudere la rotta mediterranea ed è pronta a sbarrare il Brennero in poche ore; mezza Europa ha già alzato muri e steso reticolati mentre le cosiddette istituzioni europee brancolano nel buio più assoluto, i balbettii italiani in Europa continuano senza raggiungere uno straccio di obbiettivo concreto. È arrivato il momento di dire basta. Di dire o tutti o nessuno».

Lo rileva il presidente della Regione Luca Zaia, definendosi «sempre più preoccupato» dell’evoluzione nazionale e internazionale della questione immigrati. «Solo nel Veneto, a ieri» svela Zaia citando report stilato dagli uffici regionali il 18 aprile sulla base dei dati che affluiscono dal Viminale tramite le Prefetture «siamo già a 34 mila 262 arrivati e i flussi non si fermano. Dal 6 al 18 aprile abbiamo registrato altri 450 arrivi mentre, dopo le parole, i punti neri di Bagnoli, Cona e della ex caserma Serena di Treviso sono rimasti tali, con concentrazioni indegne, per gli immigrati e per i residenti». Il report del Veneto indica 13.090 immigrati presenti (dei quali 579 in regime di Sprar) su 34.262 arrivati. «21.172 persone hanno fatto perdere le loro tracce - fa notare Zaia - il che vuol dire che i fantasmi si avvicinano ad essere il doppio dei realmente presenti. Un segnale evidente che il caos continua a regnare». Tra le province, spiccano per concentrazione d’immigrati Padova (2.531 presenti); Verona (2.511); Treviso (2.299). Con 2.216 presenti, segue Vicenza; Venezia registra 2.276 presenti. Rovigo 702, e Belluno 555. Per Zaia «è arrivato il momento di dire forte e chiaro a questa torre di babele con sede a Bruxelles che l’Italia è allo stremo e che non è più disposta a fare l’agnello sacrificale. È ora di dire: o tutti o nessuno. E se anche uno solo si tira indietro, adesso ha diritto di farlo anche l’Italia, che ha un dovere verso i suoi cittadini».

Zaia rincara la dose: «I veri profughi sono quei 7 milioni e 209 mila veneti e italiani che, lo certifica l’Istat, vivono in condizioni di difficoltà economica. Per loro però non si trovano 4 miliardi e 600 milioni di euro, che invece il Def ha trovato e destinato alle spese per l’accoglienza di immigrati che per l’80% non sono profughi, perchè non sfuggono da guerre, carestie, persecuzioni religiose».

«Più di tre milioni di famiglie venete e italiane stentano» aggiunge Zaia «ed è a loro che un governo che abbia a cuore la sua gente dovrebbe riservare risorse».

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