Ragazza aggredita, Borile: «Può capitare»

Cavarzere. Il presidente della coop che gestisce Conetta chiede di non generalizzare: qui sono in mille

CAVARZERE. «I profughi? Sono come noi, nel bene e nel male». Simone Borile, direttore tecnico della cooperativa Edeco che gestisce il campo di Conetta, è il convitato di pietra delle vicende di questi giorni.

L’aggressione subita da una 17enne cavarzerana, mercoledì scorso, da parte di due ragazzi di colore, lo chiama, indirettamente, in causa: cosa può fare la cooperativa per evitare che accadano episodi del genere? E cosa effettivamente fa? Va premesso che non c’è, al momento, alcun riscontro che i due aggressori della ragazza provenissero da Conetta, che è solo il luogo più vicino in cui si trovano giovani di colore, ma non l’unico. E va detto che a Conetta e dintorni girano anche persone provenienti da lontano che potrebbero facilmente “confondersi” nella folla dei richiedenti asilo. E, tuttavia, il problema dei comportamenti dei profughi, più o meno consoni alle “regole”, esiste. «Chiunque, italiano o straniero, può essere “buono” o “cattivo”» puntualizza Borile. «Ma ogni persona, ogni comportamento, deve essere valutato senza pregiudizi, favorevoli o contrari. Se l’aggressione fosse stata fatta da due rumeni, ora tutti direbbero che volevano rapinare la ragazza, trattandosi, presumibilmente, di africani, tutti pensano alla violenza sessuale. Ma credo che, per questo e altri casi (il riferimento è a quelli di Bagnoli, ndr) sia giusto lasciar lavorare gli inquirenti. I colpevoli vanno trovati e puniti. Lo sbaglio è generalizzare».

Ma esiste un problema “sessuale” per le migliaia di ragazzi ospitati nei centri di accoglienza? «La sessualità è, per tutti, una componente della personalità. La nostra esperienza, mia e degli operatori della coop, ci mostra ragazzi che conoscono l’importanza del rispetto reciproco, addirittura timorosi nell’approccio verso le donne, per loro, straniere, che non vedono le quindicenni come mogli potenziali. Non dimentichiamo, poi, che il “bombardamento sessuale” è molto più intenso qui, che nei loro Paesi d’origine. Nei campi teniamo anche lezioni di educazione sessuale. Non solo. Insistiamo molto anche sulla necessità di non reagire quando ci sono provocazioni: offese o sputi per terra al loro passaggio, per esempio, sono fatti quotidiani un po’ dappertutto. “Voi dovete essere irreprensibili”, gli diciamo ogni volta. Detto questo, chi si comporta male ci può sempre essere, ma va isolato, perché crea danni a tutti, italiani e stranieri».

Diego Degan

Video del giorno

Maxi rissa a Savona nel cuore della movida: il degrado della Vecchia Darsena

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi