Mestre, Mariana e la bambina hanno una bici nuova: «Un gesto di cuore»

La lettera rivolta al ladro dopo il furto ha colpito un lettore. Restando anonimo ha deciso di comprargliela uguale

MESTRE. Mariana e la sua bimba di 5 anni hanno dall’altro giorno una bicicletta nuova, grazie a un benefattore che non conoscono, ma di cui Mariana dice: «Ha avuto un grande cuore». Lui, il benefattore, è un settantenne ex agente di commercio, vedovo e senza figli. E questo, per sua volontà, è tutto quello che possiamo dire di lui. «Sa come vanno le cose, le persone parlano, si chiedono che cosa ci sia dietro perché non credono più nella buona fede. Io generoso? Ho fatto solo un piccolo gesto», racconta lui a noi della Nuova che abbiamo fatto da mediatori per l’acquisto della bicicletta, «mi andava di farlo e l’ho fatto, punto e basta, dopo aver letto la lettera della donna, le cui parole mi avevano molto colpito. Un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce». E un albero di questa città che spesso ha perso il senso della comunità l’ha piantato proprio lui. La storia di Mariana era stata raccontata dalla Nuova la scorsa settimana. Mariana ha 35 anni, è sposata con Constantino (40), abitano alla Cipressina e hanno due figlie, di 14 e 5 anni. Arrivano dalla Romania, lui da Bucarest e lei da Roman (Nord-Est, vicino alla Moldavia), e sono in Italia da 14 anni. Lui attualmente è disoccupato, lei lavora in un’impresa di pulizie - a Ca’ Foscari, a Venezia - e quando capita in alcune famiglie.

Proprio mentre stava facendo le pulizia, tre settimane fa, le hanno rubato la bicicletta che aveva assicurato con il lucchetto lungo via Cardinal Massaia, all’altezza dei civico numero 11. «Ogni tanto la controllavo dalla terrazza dell’appartamento e poi quando sono uscita la bicicletta non c’era più», ricorda Mariana, «per quello decisi di scrivere quella lettera. Provavo rabbia, perché quella bici l’avevo appena comprata, mettendo via i soldi un po’ alla volta». In quella lettera, appesa sulle colonne dei portici della strada, Mariana così si rivolgeva al ladro: «Non ho la macchina, per me la bici era tutto. Ho due figlie, ti prego, abbi pietà: come faccio?». E ancora: «Per favore, ti chiedo, con il cuore, abbi paura di Dio, portami la bici. Perché, fai queste cose? Riportamela, te lo chiedo con il cuore». In fondo alla lettera aveva lasciato il numero di telefono di suo marito.

Il telefono però non ha mai squillato. Il ladro - chissà se ha letto la lettera - la mano sul cuore non se l’è messa. L’ha fatto però un lettore che ci ha contattati spiegando di voler comprare - restando anonimo alla stessa Maraiana - una bici nuova per lei e la bimba. Non è stata solo una promessa. Dall’altro giorno la bici è nel garage di casa. «Per me è stata una gioia immensa», dice Mariana. La bimba, alla quale con alcune scuse era stato nascosto il furto, l’ha rivista in garage: «Mamma, hai visto, è tornata la nostra bici!».

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