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Musei civici, sciopero totale sull’appalto

Annunciato ieri dai sindacati se la clausola di riassunzione non ci sarà. Depositati in Comune i nomi di tutti i dipendenti

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«Se la Fondazione Musei Civici e il Comune non inseriranno la clausola sociale di salvaguardia dei posti di lavoro nel nuovo appalto dei servizi museali per i circa 450 dipendenti che vi sono impiegati, siamo pronti a proclamare uno sciopero di tutto il settore multiservizi, coinvolgendo circa 15 mila lavoratori della cultura, del commercio e del turismo». È la «bomba atomica» che i sindacati - Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti - minacciano di sganciare di fronte alla clausola inserita nel nuovo appalro che lasciano alle imprese vincitrici la facoltà di decidere quanti dipendenti delle cooperative riassumere in base alle loro esigenze. Lo hanno ripetuto anche ieri mattina nell’assemblea-manifestazione tenutasi in Campo Manin con una delegazione che poi si è recata a Ca’ Farsetti a depositare all’Ufficio Protocollo del Comune i nomi di tutti i dipendenti attualmente in servizio nei musei proprio come autotela in vista di possibili tagli.

«La Fondazione e il Comune - hanno ripetuto anche ieri - rifiutano di trattare sulla clausola che è pure presente nei contratti dei dipendenti di altre partecipate comunali come Casinò e Veritas nonostante le modifiche introdotte dal nuovo Codice degli appalti. Sono a rischio i posti di lavoro di numerosi lavoratori e per questo siamo pronti a ogni azione per evitare che questo accada». Martedì prossimo l’onorevole Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro alla Camera, incontrerà i sindacati e e i lavoratori dei musei civici martedì nel municipio di Marghera. Ma anche da Comune e Fondazione Musei ora qualcosa si muove, come spiega il segretario generale dell’istituzione Mattia Agnetti.

«Abbiamo comunicato oggi (ieri, ndr) ai sindacati che siamo pronti a incontrarli venerdì - spiega Agnetti - per spiegare i contenuti dell’appalto e dare garanzie anche sul fatto che il monte ore complessivo dei dipendenti non cambierà, garantendo dunque che non ci saranno tagli. La clausola di salvaguardia non può essere scritta diversamente in base al nuovo Codice degli Appalti, perché il rischio è altrimenti che l’appalto possa essere invalidato da un ricorso. È un problema di carattere formale che non può essere eluso. Anche la Fondazione Brescia Musei in questi giorni ha emesso il nuovo appalto per i servizi museali con una clausola del tutto simile alla nostra. Siamo pronti come Fondazione a dare piene garanzie sul reinserimento dei lavoratori attuali dopo l’esito delle gare d’appalto. Abbiamo già emesso quello per i servizi museali e ora seguiranno nei prossimi giorni quelli per pulizie, bookskop e caffetterie, sempre con la stessa impostazione. Vogliamo modificare l’impostazione dell’appalto anche per quaqnto riguarda gli orari dei musei, garantendo le aperture anche serali. Ma i lavoratori lo stanno capendo, tanto che ieri solo Correr e Museo del Vetro sono rimasti chiusi durante l’assemblea, mentre gli altri musei hanno funzionato».

Enrico Tantucci

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