Quindicenne aggredita da due giovani

Cavarzere. L’adolescente è corsa piangendo dai genitori con il giubbotto lacerato. L’episodio sull’argine dell’Adige

CAVARZERE. È tornata a casa terrea in volto e con la voce mozzata dallo spavento. «Mi hanno aggredita, sono scappata», ha detto la ragazzina quindicenne ai genitori che cercavano di capire cosa l’avesse sconvolta in quel modo. Erano stati due ragazzi di colore, ha raccontato lei, presumibilmente profughi di Conetta, a fermarla, sull’argine dell’Adige, bloccandola con le bici.

«Cosa volete?» aveva chiesto, ma per risposta aveva ricevuto solo delle frasi in inglese che non aveva capito. Poi l’avevano strattonata e lei era caduta, lacerandosi anche il giubbotto. Aveva chiamato aiuto e qualcuno era uscito di casa. A quel punto i due giovani di colore erano scappati e lei aveva fatto ritorno a casa con il cuore in gola. L’episodio è accaduto mercoledì pomeriggio, verso le cinque, sulla strada arginale dell’Adige, nella frazione di Rottanova, che conduce verso la località Marice. Su quella strada le abitazioni si diradano mano a mano che ci si allontana da Rottanova e per questo la ragazza si è trovata praticamente da sola di fronte ai due giovani. Lei era in bici, loro pure e le si sono piazzati uno a destra e l’altro a sinistra, stringendole la strada e costringendola a fermarsi. Poi lo strattonamento, la caduta e la fuga.

Il padre della ragazza, ieri mattina, ha cercato subito il sindaco Tommasi, che però era fuori Comune per altri impegni, e poi il sindaco di Cona, al quale ha raccontato tutta la vicenda. Quindi si è recato dai carabinieri per sporgere denuncia. Ora saranno i militari a svolgere le indagini del caso e a tentare di identificare i due aggressori, anche se non sarà semplice, dato che in zona non ci sono telecamere e la ragazza li ha visti per pochi attimi. Inutile dire che la voce dell’accaduto si è sparsa immediatamente, non solo a Cavarzere, ma anche a Cona, Bagnoli e Agna (il cosiddetto «distretto dei profughi»), suscitando allarme e preoccupazione. La Lega Nord annuncia l’intenzione di organizzare una manifestazione di protesta, nei prossimi giorni. Insomma il rischio è che la tensione sociale, dopo i casi di tentata violenza sessuale, per i quali è finito in carcere un richiedente asilo ospitato a Bagnoli, torni a salire. Al momento non c’è alcuna certezza sull’identità degli aggressori della quindicenne: potrebbe trattarsi di profughi provenienti da una delle due basi vicine (Conetta e Bagnoli) ma anche di persone che arrivano da più lontano, dato che le due concentrazioni di migranti attirano anche gli stranieri (regolari o meno) da tutto il circondario, per relazioni sia sociali che economiche. Ma gli abitanti di Rottanova, anche se non ne fanno molte pubbliche lagnanze, qualche difficile rapporto con i profughi ce l’hanno da tempo. Da quando, cioè, le biciclette hanno cominciato a sparire con allarmante frequenza e i colpevoli, a torto o ragione, sono stati identificati nei profughi di Conetta.

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