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Tragedia Vögel, spunta un nuovo video

Il consulente della difesa del gondoliere Forcellini: «Nessun incidente se i piloti dei motobattelli avessero rallentato»

Roberta De Rossi
2 minuti di lettura
Il professor Voegel ormai agonizzante tra le braccia della moglie e sotto lo sguardo atterrito dei figli 
VENEZIA. Per l’accusa, ad innescare la catena di tragiche manovre culminata nello schianto tra un vaporetto e una gondola che uccise Joachim Vögel, era stato l’improvviso attraversamento del Canal Grande da parte della gondola condotta da Daniele Forcellini, ora a giudizio per omicidio colposo (i piloti Actv e il tassista coinvolti nell’incidente sono già stati condannati con rito abbreviato e ora sono in attesa dell’appello). Ieri, la difesa ha giocato la sua carta: l’avvocato difensore Antonio Alessandri e il consulente di parte Mario Dell’Isola hanno prodotto un video realizzato da una turista dal ponte di Rialto, dove si vede la gondola della famiglia Vögel avvicinarsi al pontile del Magistrato alle Acque, per evitare un taxi e il passaggio di una barca da trasporto.

Incidente di Rialto: il traffico prima dello scontro mortale

 La gondola di Forcellini si trova poco prima dei pontili Atcv, ferma: non di traverso, ma parallela alla riva del Carbon, anche se un po’ allargata verso il centro canale rispetto al pontile. Si vede il gondoliere togliere il remo dalla forcola per frenare e con il braccio fare segno di passare al battello di linea 2 appena staccato dal pontile in direzione Ferrovia e a quello di linea 1 poco dietro. Mezzi Actv che nel video ripreso dalle telecamere di Argos si vedono poi sterzare di colpo - all’altezza della gondola - perché sotto l’arcata del Ponte di Rialto si ritrovano davanti il vaporetto in arrivo dalla Ferrovia e la cui poppa - nel vortice di accelerate e retromarce di quella carambola mortale - finirà per uccidere Vögel. 
 
«Quando ho iniziato ad attraversare il Canal Grande, non c’era traffico: tutti i mezzi erano agli ormeggi. Ma quando la linea 2 per San Marco si è staccata buttandosi sulla destra, all’improvviso mi è spuntato davanti la Linea 2 verso piazzale Roma e l’1 subito dietro, che prima erano coperti dal mezzo verso San Marco», ha testimoniato il gondoliere, «mi sono subito fermato e i vaporetti mi sono sfilati accanto». 
 
«Se i piloti dei motobattelli Actv in transito avessero rallentato solo un minimo, questo incidente non si sarebbe minimamente verificato», la dura accusa del consulente di parte Dell’isola, «è stata la volontà dei piloti di passare a tutti i costi che l’ha determinato». Immediate le contestazioni del pm Roberto Terzo, che fotogramma per fotogramma ha sostenuto come Forcellini avesse la visuale libera sul traffico in Canale, rilevando come in ogni caso la gondola non fosse a ridosso della riva, ma condizionasse il transito ai mezzi. Il consulente della parte civile Francesco Cuttica - per la famiglia Vögel - ha invere rilevato come «attraversare il Canal Grande in quel via vai di mezzi fosse estremamente pericoloso: se la gondola di Forcellini avesse accostato sulla sinistra non sarebbe successo nulla, perché i vaporetti non avrebbero dovuto evitare nulla».

Dieci ore di traffico: il pericolo corre lungo il Canal Grande

 
 L’avvocato difensore Alessandri e il suo consulente hanno invece sottolineato più volte come la causa del sinistro mortale sia stato il contestuale arrivo sotto il ponte di tre vaporetti ad alta velocità. Un’udienza molto animata, quella di ieri, durante la quale la giudice Sara Natto ha più volte ripreso le parti, per il continuo, reciproco punzecchiarsi e interrompersi: «Vi serve una camomilla? Se continuate dovrò interrompere l’udienza: ho altri due processi dopo». Con le reciproche scuse, il processo è continuato fino al normale rinvio al 18 maggio: testi della difesa il presidente di Actv Luca Scalabrin, il capo dei bancali Aldo Rosso e anche il campione del remo Giampaolo D’Este. 
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