Evitare il furto della bici? Facile. Ecco come

Un ladro ha spiegato ai poliziotti come aprire una normale catena senza attrezzi: "Ci metto qualche secondo". Ma un sistema c'è. L'agente: "Sezioni quadre e rastrelliere alla tedesca. In Germania hanno risolto il problema dei furti, qui no"

PORTOGRUARO. La nuova tecnica per spezzare i lucchetti a catena senza doversi portare dietro attrezzi da scasso gliel’ha spiegata lui, con un pizzico di vanagloria.
Lui era il giovane ladro immortalato dalle telecamere e riconosciuto dai poliziotti durante il controllo del territorio fatto dalla polizia di Stato di Portogruaro assieme ai colleghi del reparto prevenzione crimine di Padova
Il ragazzo, C. L., portogruarese è stato riconosciuto dagli agenti come il soggetto, ripreso pochi giorni prima da alcune telecamere di sorveglianza della zona della stazione ferroviaria di Portogruaro, mentre si impossessava di una bicicletta quasi nuova, dopo averne scassinato il lucchetto di chiusura in pochi secondi.
Il ragazzo, messo davanti alle proprie responsabilità, ha indicato il luogo ove aveva nascosto la bici, che è stata quindi recuperata e restituita al proprietario, che ne aveva denunciato il furto in commissariato.
E qui il dubbio: come aveva fatto il ragazzo a spezzare una catena senza attrezzi da scasso? Fermare una persona vicino a una bici con tronchesino o sega permette infatti agli agenti di arrestare il ladro.
Qui, invece, no: mani nude.
 
Il sistema, semplice ma molto efficace, lo ha spiegato lo stesso ladro agli agenti. «Basta spezzare il cavalletto della bici e usarlo come leva per spezzare un anello della catena».
Le vecchie rastrelliere, inutili contro i furti e con minore capienza
 
Siccome gli agenti non ci credevano lui glielo ha fatto vedere. Questa sistema potrebbe spiegare i furti di bicilette regolarmente assicurate con una catena, che avvengono anche in pochi secondi e senza che il ladro sia costretto a procurarsi e portarsi al seguito un particolare attrezzo. 
 
Come evitare che la catena venga rotta? «Beh, la prima cosa è che la catena sia abbastanza spessa», spiega un agente della polizia municipale di Mestre, «Ma quello che veramente rende difficile il furto è una catena a sezione quadra. La si trova in qualsiasi ferramenta. Lo stesso vale per i lucchetti "a U" ottimi se con anima in acciaio».
Le nuove rastrelliere permettono l'ancoraggio dei telai e sono più capienti
 
E per rendere il furto impossibile? «Quello non può farlo il cittadino», spiega l’agente, «ma lo deve fare il Comune. Servono infatti rastrelliere “alla tedesca”, tubi in acciaio o ferro ancorati a terra a cui potere legare il telaio della bici e non la singola ruota, oppure rastrelliere con triangolo verso l'alto: anche in questo caso si può assicurare il telaio e non la sola ruota. E sono pure più capienti. La semplice rastrelliera infatti non  basta: i ladri mollano la ruota e portano via la bicicletta. Al Lido avevano iniziato con le nuove, ma poi hanno rimesso il vecchio tipo e i furti sono aumentati. Il problema è che gli uffici comunali o non lo sanno oppure lo sanno ma vanno avanti a ordinare le vecchie rastrelliere “per inerzia”. E il risultato è che i furti di bici sono tantissimi, un disastro, e alimentano un mercato parallelo e criminale. In Germania con i nuovi ancoraggi e le catene a sezione quadra hanno risolto il problema. Qui no».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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