Jihad, uno dei fermati su Facebook con i coltelli

Aryend Bekaj con i coltelli sfoggiati nel suo profilo Facebook

Arxhend Bekaj postava i suoi selfie con le lame dopo che il gruppo aveva deciso di seguire i videocorsi dell'Is sugli attentati con armi bianche

VENEZIA. Nuovi elementi nelle indagini sul gruppetto di kosovari arrestato ed espulso dopo l’indagine antiterrorismo portata avanti a Venezia da polizia a e carabinieri.
Secondo le accuse il gruppo stava preparando un attentato nella zona di Rialto.
 
Coltello. Gli inquirenti hanno appurato come il gruppetto fosse interessato ai video in cui il cosiddetto “Stato islamico” (Is) propagandave gli attentati usando coltelli quale proprio simbolo di riconoscimento.
 
Il selfie. La cosa aveva scatenato la fantasia del gruppetto di arrestati ed espulsi. Uno, Arxhend Bekaj, aveva postato sul proprio profilo Facebook la foto di lui con due affilati coltelli, un selfie fatto nella cucina del ristorante dove lavorava in centro storico.
Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di un messaggio che gli altri affiliati al gruppo. Bekaj mostra due coltelli da cucina e lo sguardo è tra il serio e l’ironico, mentre dietro un suo collega di lavoro asiatico, probabilmente all’oscuro del significato dell’immagine, ride pensando a un selfie scherzoso.
 
 
In attesa. Bekaj è uno dei tre espulsi, non in stato di arresto, accompagnato dalle forze dell’ordine al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Torino, in attesa che il ministro dell’Interno, Marco Minniti, firmi il decreto che lo espellerà dal territorio nazionale.
 
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