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Gpl, esposto del Comune «Manca l’autorizzazione»

La giunta torna all’attacco del deposito di Val da Rio dopo un’analisi legale «All’epoca serviva il via libera». Indagheranno i carabinieri e la Soprintendenza

CHIOGGIA. Un esposto, in doppia copia, alla Sovrintendenza di Venezia e al comando dei carabinieri della Tutela del patrimonio culturale, contro l’impianto di stoccaggio gas propano liquido (gpl) di Val Da Rio. Lo ha presentato, nei giorni scorsi, il Comune. L’esposto evidenzia quella che, secondo il Comune, è una irregolarità nell’iter autorizzativo dell’impianto in questione e viaggia, quindi, sul filo del tecnicismo giuridico, ma non tanto da non risultare comprensibile anche ai profani. ...

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CHIOGGIA. Un esposto, in doppia copia, alla Sovrintendenza di Venezia e al comando dei carabinieri della Tutela del patrimonio culturale, contro l’impianto di stoccaggio gas propano liquido (gpl) di Val Da Rio. Lo ha presentato, nei giorni scorsi, il Comune. L’esposto evidenzia quella che, secondo il Comune, è una irregolarità nell’iter autorizzativo dell’impianto in questione e viaggia, quindi, sul filo del tecnicismo giuridico, ma non tanto da non risultare comprensibile anche ai profani.

«Il Decreto interministeriale 17407 del 26/05/2015 (quello finale autorizzativo dell’impianto)», dice una nota diffusa dal Comune, «non assume valenza di autorizzazione paesaggistica, in quanto, pur essendo vero che l’art 52 quinquies del Dpr 327/2001 prevede che l’autorizzazione ministeriale sostituisce anche ai fini paesaggistici ogni altra autorizzazione, è altrettanto vero che il comma 3-ter trova applicazione solo dal 1 Gennaio 2015 poiché è stato introdotto dall’art 1 comma 552 legge 190/2014. Essendo la richiesta della Costa Bioenergie risalente al 8/4/2014 e non avendo questa presentato nessuna altra richiesta di autorizzazione paesaggistica, risulta confermata tale tesi, secondo cui manca l’autorizzazione paesaggistica».

Una mancanza rilevata più volte dagli oppositori dell’impianto ma che troverebbe, in questa disanima giuridico-burocratica svolta dal Comune, una veste formale, che dovrà essere esaminata anche dagli organi cui è stato inviato l’esposto e, ovviamente, dalla magistratura che sta indagando, con quattro filoni d’inchiesta, su tutta la vicenda.

Lo conferma anche il vice sindaco, Marco Veronese osservando che «Come avevamo anticipato, stiamo analizzando tutti gli aspetti relativi all’autorizzazione del deposito gpl. In quest’ottica è indispensabile verificare che anche sotto l’aspetto paesaggistico siano stati seguiti i procedimenti corretti, in quanto nutriamo dubbi che tutto sia stato effettuato regolarmente».

Dubbi che, per quanto non ci sia una intesa perfetta con il Comune, animano anche il Comitato No gpl che, ieri mattina, ha allestito, davanti al municipio, il primo di una serie di presidi che, di domenica in domenica, si propongono di informare e sensibilizzare ancor di più i cittadini sul problema, ma anche di raccogliere firme e fondi per un’azione legale, già affidata all’avvocato Matteo Ceruti, di Rovigo.

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