Centro dentistico abbandonato pazienti con interventi da finire

Il “Dooc” di via XIII Martiri a San Donà è chiuso da un giorno all’altro, resta solo un cartello Fila di gente preoccupata: «Ho un impianto ancora da finire ma al telefono non risponde nessuno»

Studio dentistico "fantasma". Al civico 139 di via XIII Martiri, davanti a piazza De Gasperi, dello studio dentistico "Dooc" non si sa più nulla. Fa parte dei tanti grandi studi dentistici associati che sono sorti un po’ ovunque proponendo prezzi estremamente competitivi per strappare quei clienti che altrimenti, visti i prezzi esorbitanti dei dentisti, scelgono di andare all’ospedale presso strutture pubbliche o accreditate, dove possibile, e soprattutto all’estero, in particolare in Croazia, dove i prezzi arrivano a circa un terzo.

Ma da qualche giorno lo studio in questione risulta chiuso e si vede solo un cartello che indica un numero verde cui rivolgersi per eventuali informazioni. Peccato, però, cheal numero indicato risponda una segreteria telefonica che invita a lasciare un messaggio.

«Lo abbiamo fatto e abbiamo chiamato subito», protestano preoccupati alcuni pazienti, tra cui G.F. di San Donà che con il fratello è stato uno dei pazienti dello studio, «ma risponde soltanto la segreteria e nulla di più. Altre volte non ci sono stati contatti, forse per il sovraccarico di chiamate. Io personalmente ho speso 12 mila euro per un grosso lavoro alle arcate dentarie e lo stesso mio fratello. Fortunatamente l’intervento è quasi finito, ma abbiamo bisogno degli ultimi passaggi e del controllo finale, come è normale che sia in questi casi in cui c’è la necessità di una revisione generale. Lo studio però è chiuso, non si vede nessuno all’interno, nessuna spiegazione sembra quasi che sia stato abbandonato da un giorno all’altro».

Anche altri pazienti confermano: «Abbiamo chiamato il numero affisso alla porta di ingresso chiusa e ha risposto sempre quella stessa segreteria telefonica, nel migliore dei casi, probabilmente intasata dalle telefonate».

Una povera signora di Musile è disperata: «Ho un lavoro fatto a metà. Non so più cosa fare e lì non risponde nessuno».

I dentisti “storici” sono perplessi. «Non conosciamo questo caso specifico», commenta un noto dentista di San Donà a nome della categoria, «ma certo i problemi sono stati frequenti con queste strutture. Sono nate per fare concorrenza ai dentisti all’estero, in particolare in Croazia. Ma anche all’estero spesso sorgevano problemi e disagi per la distanza e la necessità dei controlli costanti, perché l’odontoiatria non è una scienza esatta e necessita di visite e aggiustamenti costanti nel tempo. In alcuni centri associati sono stati impiegati giovani laureati pagati a prestazione e non assunti».

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