«Pazzi neutralizzati dalla gente»

Il prefetto Boffi: preziose le segnalazioni dei cittadini, italiani e immigrati insieme. Gli sbarchi? Qui non c’entrano: tra gli arrestati nessun profugo

Jihad a Venezia, ecco il covo degli aspiranti kamikaze

VENEZIA. «L'Italia in generale ed il Veneto in particolare non sono come Parigi e nemmeno come Bruxelles, qui non esistono banlieue o enclavi chiuse, al contrario c'è un tessuto sociale attento e partecipe, che per primo può garantire sicurezza e attenzione costante»: se ieri mattina, all’annuncio della scoperta di una cellula jihadista nel cuore del centro storico, Venezia si è svegliata spaventata e sconvolta, è stato proprio il prefetto lagunare, Carlo Boffi, a fornire una diversa lettura di quanto accaduto all’ombra del campanile marciano, un punto di vista che vuole forse rassicurare i cittadini spiegando come gli anticorpi al terrorismo, in qualche modo, siano già presenti e attivi nella nostra comunità.

Cittadini e immigrati uniti. «Non è un caso se in Italia, nonostante il periodo di massima tensione internazionale, ancora non è successo niente», argomenta Boffi, indifferente alla tentazione della scaramanzia, «per questo vanno ovviamente ringraziati gli operatori delle forze dell’ordine e tutto il sistema nazionale della sicurezza, dai questori agli agenti: grazie a loro tutto è filato liscio questa notte; ma soprattutto credo sia dovuto un plauso anche alla cittadinanza e persino alle comunità di immigrati già inseriti che molte volte sono i primi a segnalare comportamenti preoccupanti di questo tipo». Una verità confermata dall’operazione anti-jihadista in laguna visto che il “la” alle indagini è giunto proprio da alcune denunce di privati cittadini. 
 
Pochi fanatici. «L’estremismo e il fanatismo religioso qui attecchiscono in maniera estremamente limitata, perché non vi è isolamento degli stranieri di fede islamica», prosegue il prefetto «al contrario, la grande umanità e la forte solidarietà che caratterizzano il tessuto sociale italiano, di riflesso, garantiscono un incredibile controllo del territorio».
 
Nessun profugo. Non è tutto. Nell’esaminare cause e conseguenze di quanto scoperto a Venezia, Boffi non può evitare un ultimo appunto relativo alle polemiche che circondano gli stranieri richiedenti asilo, troppo spesso assimilati a terroristi in potenza, almeno secondo la lettura politica che individua un filo diretto tra sbarchi incontrollati e crescita del rischio islamico: «Va sottolineato che tutti gli arrestati erano regolari in Italia, e da tempo; tra loro non figurano profughi, anzi: nessuno dei migranti attualmente ospitati in Veneto condivide la loro nazionalità, a dimostrazione che quella per la sicurezza è una battaglia che ha poco a che fare con l’accoglienza».
 
©RIPRODUZIONE RISERVATA 
Video del giorno

Metro Roma, il vigilante contro la rom "Te vojo fa spari"

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi