Accoglienza, l’obiettivo è svuotare Cona

Il prefetto Boffi ha incontrato ieri i sindaci: messi a gara 2.509 posti, per partecipare non servirà esperienza specifica

Un nuovo bando, utile per coprire le esigenze dell’accoglienza dal prossimo giugno e fino al termine del 2017, stilato sulla base dei precedenti ma, stavolta, aperto a tutti gli interessati, anche se privi di qualsiasi esperienza nel settore: la prefettura di Venezia, come stabilito ancora a gennaio dalla cabina di regia competente, ieri mattina ha convocato negli uffici di Ca’ Corner i sindaci del territorio per illustrare i termini della nuova gara per “accoglienza e assistenza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”, nel corso di un incontro a porte chiuse che, però, sembra essere stato ancora una volta disertato da quelle amministrazioni fortemente contrarie all’ospitalità per i migranti.

Svuotare Cona. L’obiettivo dichiarato del prefetto Carlo Boffi, attraverso questo bando, è quello di liberare o perlomeno alleggerire la struttura di Cona, ormai congestionata. In totale, nel documento già pubblicato online, sono messi a gara 2509 posti e, nell’eventualità che l’adesione raggiunga il cento per cento (possibilità estremamente remota, come ammette lo stesso Boffi), il prefetto promette la chiusura del centro di prima accoglienza di Conetta: «Proprio per questo Cona non figura nel testo del bando».

Numeri e criteri. Come anticipato, la prefettura ha scelto di depennare dai requisiti essenziali per partecipare alla gara l’esperienza specifica pregressa (in passato erano richiesti almeno sei mesi nel settore), con l’obiettivo di allargare al massimo la partecipazione, che per il bando precedente si era invece fermata al venti per cento del totale. Si apre così anche a start-up e società create ex-novo appositamente, che potranno finalmente inserirsi in gara. Ovviamente, però, continuano a figurare numerosi criteri di selezione, che saranno verificati con attenzione prima dell’affidamento: «C’è bisogno di un numero minimo di operatori e di attrezzature adeguate» continua Boffi, «quando chiediamo una cucina non possiamo certo accontentarci di due fornelli a gas». Ogni struttura ospitante dovrebbe avere una capienza massima di 60 persone, e la ripartizione seguirà i già noti schemi proporzionali secondo la demografica locale; non tutti i posti, però, valgono allo stesso modo: per incentivare l’utilizzo dello Sprar, infatti, i posti relativi saranno 2,5 ogni mille abitanti, mentre le assegnazioni fuori dal sistema arriveranno a quattro su mille.

Appello ai sindaci. L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi sindaci e rappresentanti delle amministrazioni locali, eppure anche in quest’occasione le defezioni non sono mancate. «L’impostazione della prefettura è sempre quella del confronto e del dialogo, a prescindere da ideologie politiche e prese di posizione» ha ricordato il prefetto lagunare, «per questo invito anche i sindaci totalmente contrari all’accoglienza a prendere comunque parte a questi appuntamenti: favorirebbero un migliore scambio di idee, portando il loro punto di vista e il loro contributo, oltre ad ascoltare quello degli altri. In ogni caso la partecipazione è stata numerosa, e c’è stata la possibilità di chiarire tutti i punti critici».

Visto il periodo economicamente difficile per molti Comuni, Boffi ne approfitta anche per ricordare che l’accoglienza è incentivata dallo Stato con finanziamenti specifici: «L’anno scorso il ministero ha stanziato cento milioni di euro, ovvero circa 500 euro per ogni migrante. Si tratta di soldi che arrivano direttamente nelle casse dell’amministrazione, senza alcun vincolo di utilizzo o destinazione, e che possono quindi rappresentare un aiuto utile in questi tempi incerti"». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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