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«Niente prestiti da banche, aziende in mano agli usurai»

Allarme di Carraro, vicepresidente dell’Ascom, sugli elevati tassi d’interesse degli istituti di credito. «Molte ditte costrette a chiudere perché oberate dalle rate da pagare»

Alessandro Abbadir
1 minuto di lettura

MIRA. «Abbiamo avuto la segnalazione di oltre una decina di aziende della Riviera del Brenta del commercio, costrette a rivolgersi a finanziatori di fortuna in qualche caso veri e propri usurai, perché le banche fanno credito a tassi di interesse esorbitanti o il credito proprio non lo erogavano». A denunciarlo è il vicepresidente dell’Ascom della Riviera del Brenta, Adelino Carraro, che chiede anche un cambiamento di rotta da parte delle istituzioni per promuovere un supporto al commercio della zona sempre più in difficoltà a causa della crisi economica.

«Una decina di esercenti della Riviera del Brenta negli ultimi mesi», racconta Carraro, «si è rivolta a grossi istituti di credito con sede a Mestre o in Riviera per avere per le loro aziende dei prestiti. Queste hanno proposto dei prestiti con tassi di interesse superiori in alcuni casi del 13-14%, costringendo queste persone a rinunciare o a rivolgersi a personaggi discutibili, veri e propri usurai che poi hanno cominciato a pretendere tassi di interesse completamente fuori da ogni logica. In alcuni casi in questi mesi le aziende sono state costrette a chiudere perché oberate dalle rate da pagare».

L’Ascom conta oltre 900 aziende nel comprensorio della Riviera del Brenta. Ma diverse altre migliaia sono quelle non iscritte. Il settore impiega complessivamente quasi 4.000 dipendenti. L’Ascom stima che a rischio usurai siano circa il 15-20% delle aziende operanti sul territorio. «Un tempo», continua Carraro, «le attività commerciali in Riviera del Brenta erano floride e il turismo rappresentava un ottimo volano per lo sviluppo economico. Ora non è più così. L’aumento delle tariffe autostradali ha scoraggiato il transito dei mezzi sia dall’estero che dall’Italia. Resta poi il problema per gli alberghi della zona delle Ztl che si devono pagare e che invece i colleghi albergatori del Comune di Venezia non pagano. Una sovratassa di fatto per chi pernotta in Riviera e poi va a visitare Venezia».

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