Mestre, cento alberi per la pace. Ecco il bosco degli studenti

In via Mandricardo guanti e vanghe per i ragazzi dell’istituto Gritti-Foscari. Dai laboratori di lettura alla piantumazione. «Ci prendiamo cura della città»

MESTRE. Cento tra alberi e arbusti per prendersi cura della propria città. E’ l’iniziativa realizzata ieri mattina dagli studenti dell’istituto superiore Gritti- Foscari che, armati di guanti, piccole vanghe e tanta buona volontà, hanno piantato gli alberi in un terreno di proprietà comunale lungo via Mandricardo, a ridosso degli impianti sportivi e del palazzetto Taliercio.

I ragazzi della II D (turismo) e della II F (marketing) sono stati così impegnati per tutta la mattinata nella seconda tappa del progetto Pace promosso dal Ministero dell’Istruzione (Miur) con la collaborazione del Tavolo della Pace coordinato da Flavio Lotti. Dalla lettura de Le voci del Bosco dello scrittore e alpinista Mauro Corona, promossa nelle aule dell’istituto della Bissuola, al contributo per cercare di farlo nascere davvero, un piccolo bosco, composto di carpini, di pruni e di farnie.

«Questo è solo l’inizio perché ora i ragazzi sono invitati a prendersene cura», spiega Sandra Moldi, coordinatrice del progetto assieme alla collega Caterina Pagan, «controllando che le piante restino umide nei giorni in cui arriverà il grande caldo, per non farle soffrire e farle crescere bene». La piantumazione di alberi e arbusti di ieri mattina è la tappa di un percorso che ha visto gli studenti fare i conti con la città e il territorio, a partire ad esempio dal polo chimico di Porto Marghera - a 100 anni dalla fondazione - simbolo di un’epoca industriale che troppo spesso ha barattato i posti di lavoro con la salute dei lavoratori. E che li ha portati a riflettere anche sull’eccessiva cementificazione e sul rapporto con gli spazi verdi, e pubblici.

Ad accompagnare i ragazzi in questo progetto anche il settore Verde di Ca’ Farsetti, che oltre a mettere a disposizione il terreno, ha fornito indicazioni su quali alberi e piante acquistare, grazie ai fondi d’istituto del Gritti-Foscari. «Per i ragazzi», spiega la docente Moldi, «è stata l’occasione per capire che ognuno di noi può fare qualcosa, anche di piccolo, per migliorare lo spazio nel quale abitiamo, e del quale dobbiamo sentirci responsabili per vivere in equilibrio e in pace anche con la natura».

La prossima tappa del progetto vedrà gli studenti dell’istituto Gritti andare alla scoperta del bosco di Mestre, con una visita guidata. L’anno scorso il fil rouge della riflessione era stata la pace a chilometri zero, tradotto nelle capacità di coltivare relazioni anche con i propri vicini. Per evitare - parafrasando il libro di Amara Lakhous - lo scontro di civiltà sul pianerottolo di casa.

 

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