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In giro per il mondo in bici per cercare le origini dell’uomo

Mirano. Riparte il tour di Alessandro Da Lio iniziato nel 2015 «In Alaska voglio parlare con gli Inuit, poi i Navaho e i Sioux»

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MIRANO. Gira il mondo pedalando sulle tracce dell’uomo, dalle sue origini ai giorni nostri. Un misto di sport, cultura, turismo ecosostenibile quello intrapreso nel 2015 dal miranese Alessandro Da Lio, ora pronto a nuove avventure. Il punto dell’impresa è stato fatto in municipio a Mirano, la sua città, anche se lui è un uomo di mondo a tutti gli effetti. Alcuni anni fa ha lanciato “Pangea”, nome che oggi è noto nei vari continenti con il sottotitolo “Cycling on life’s origin” ovvero “Pedalando sulle nostre origini”: la prima tappa della spedizione è iniziata il 1° maggio 2015 in contemporanea con l’apertura dell’Expo di Milano, che ha dato il patrocinio al progetto.

Da Lio è partito in solitaria dal Capo di Buona Speranza, ha attraversato il continente fino al Corno d’Africa e proseguito per l’Arabia, la Turchia, i Balcani, l’Europa, attraversando le Alpi verso il nord fino alla Norvegia. In totale 18 mila e 600 chilometri percorsi in dieci mesi.

La seconda tappa, la Groenlandia, sarà affrontata tra aprile e maggio prossimi solo se troverà sponsorizzazioni, visto che necessita di un trike (la speciale bicicletta) da costruire appositamente. La terza tappa, e questa è certa, partirà invece a luglio: Da Lio, questa volta in compagnia di Fiorella e Lucio Morosin, attraverserà le Americhe da nord a sud, dal Canada fino all’Argentina. Utilizzerà un tandem e pedalando per 23 mila chilometri, con una media di 80 chilometri al giorno, conta di concludere questa grande esperienza nell’autunno australe del 2018, la nostra estate. Sono previste iniziative didattiche, sportive e di turismo ecoculturale. Pedalando con la sola forza umana, l’intento è quello di seguire, testimoniando in tempo reale e in modo continuativo, grazie anche al blog di viaggio www.cyclingpangea.com, il percorso migratorio dalle origini della vita alle civiltà recenti più evolute, dalla prima vita sulla terra alla prima migrazione dell’essere umano, utilizzando le sole capacità umane.

«La bici è un mezzo per entrare in diversi sistemi di vita e raccontare cosa vediamo dal manubrio», spiega Da Lio, «con il viaggio nelle Americhe vorrei realizzare un grosso obiettivo culturale e creare del materiale divulgativo per avvicinare anche i giovani all'antropologia culturale».

Nel suo viaggio nelle Americhe da Lio incontrerà gli Inuit, gli eschimesi dell’Artico, e gli indiani Navaho e Sioux. Cycling Pangea verrà completato attraverso piccole donazioni, in una sorta di acquisto di chilometri che aiuteranno Da Lio a completare l’impresa. Il 30 marzo alle 20.30 al teatro Belvedere ci sarà la presentazione pubblica del progetto e dell’impresa.

Filippo De Gaspari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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