In arrivo prefabbricati per i profughi

Comunicazione del Provveditorato. Dopo la “latitanza” della Regione e il “no” del Comune è pronto a decidere il governo

CONA. Le casette prefabbricate per alloggiare decentemente i profughi di Conetta, si faranno. La vicenda, iniziata nel 2016 e rimasta in stand by per molti mesi, per effetto del deciso rifiuto di autorizzare queste strutture, da parte del Comune, sta per essere sbloccata per intervento del Consiglio dei ministri che consentirà di derogare al piano urbanistico comunale. L’avvio di questo iter è stato annunciato da una lettera, il 6 marzo, proveniente dal Provveditorato interregionale per Veneto, Trentino e Friuli (che è un organo del ministero delle Infrastrutture) rivolto alla Regione, alla Prefettura e al Comune di Cona. Il punto fondamentale è che la base di Conetta è inadeguata ad accogliere il numero di richiedenti asilo che vi si trovano e questa carenza è stata (tra le altre cause) all’origine delle proteste che più volte hanno agitato la base. L’ultima quella per la morte di Sandrine Bakayoko a cui sono seguite numerose visite di gruppi politici e istituzionali, compresa quella della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema dell’accoglienza. E in tutti i casi, i visitatori hanno sottolineato l’inadeguatezza, già nota, della struttura.

La decisione del Provveditorato potrebbe sembrare una risposta a queste critiche ma, in realtà, parte da più lontano.

Parte dalle dichiarazioni di non conformità urbanistica, rilasciate a gennaio 2016 sia dal Comune di Cona che dalla Regione Veneto, rispetto al piano di insediamento di moduli abitativi prefabbricati, e dalla convocazione, sempre da parte del Provveditorato, di una riunione, il 14 aprile, per superare questo tipo di dinieghi. Alla conferenza aveva partecipato il sindaco Panfilio, persistendo nel suo no, ma erano mancati sia la Regione che l’Usl 14.

Il 24 ottobre il Provveditorato ha chiamato nuovamente in causa la Regione per ottenere un suo parere, ma non ha ancora (al 6 marzo) ricevuto risposta. A questo punto il Provveditorato ha attivato la procedura, regolata dal Dpr 383/94, art. 3, comma 4, che prevede la possibilità di agire in deroga agli strumenti urbanistici «con decreto del Presidente della Repubblica, sentita la commissione interparlamentare per le questioni regionali, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro o dei Ministri competenti per materia». Ma che questa sia una “soluzione” per i problemi di Conetta, il sindaco non lo pensa proprio.

«Alloggiare meglio i profughi» dice Panfilio «non risolverà nulla: è il segno della volontà di stabilizzare la struttura e rimarrà la sproporzione tra i 190 abitanti della frazione e il numero dei richiedenti asilo e, per costoro, non ci saranno migliori occasioni di accoglienza, integrazione o eventuale inserimento lavorativo, perché su questi fronti, che sono quelli più importanti, non si sta facendo nulla».

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