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Arrestato il capo dei trasfertisti

Portogruaro. Era in Romania il 26enne Gheorghe Marior, autore anche del furto al deposito comunale

di Alessio Conforti
1 minuto di lettura

PORTOGRUARO. Assieme alla sua banda aveva colpito in tutto il Nord Italia e anche nel portogruarese, in almeno tre casi. L’operazione denominata “Footing”, condotta dai carabinieri della compagnia di Portoguraro e coordinata dalla Procura di Pordenone, ha consentito di assicurare alla giustizia un altro esponente del sodalizio criminale composto da cinque persone di nazionalità rumena finite in manette lo scorso primo febbraio tra Vicenza e Romano di Lombardia, nel bergamasco.

Si tratta del 26enne rumeno Gheorghe Marior, figura di spicco della banda, localizzato dalle forze di polizia martedì pomeriggio in Romania nei pressi di Craiova, città situata ad oltre 200 km ad ovest di Bucarest. L’uomo, che risultava arrestato e denunciato più volte nel corso del 2014 in provincia di Milano, era stato raggiunto da un provvedimento di espulsione eseguito nel 2015 dalla questura meneghina. Colpito ora da un mandato di cattura europeo originato dalla richiesta della Procura di Pordenone, gli inquirenti presumono che verosimilmente il 26enne fosse espatriato clandestinamente pochi giorni prima del blitz a Romando di Lombardia. Per lui si sono aperte le porte del carcere locale in attesa che l’autorità giudiziaria italiana invii la documentazione processuale a quella rumena. Secondo le indagini svolte dal Nucleo Operativo della compagnia dei carabinieri di Portogruaro, il ruolo di Gheorghe Marior sarebbe stato determinante nei colpi messi a segno il 27 maggio 2015 ai danni della ditta Ottica.com di Fossalta di Portogruaro, quando i malviventi ruppero la porta d’accesso con un flessibile e portarono via 200 paia di occhiali di marche di lusso e un costoso strumento ottico medicale. Quindi a quello del deposito comunale di Portogruaro, dal quale sono stati rubati due furgoni Fiat Doblò, oltre a materiale edile ed idraulico e il 10 giugno 2016 nell’East Gate Park di Fossalta di Portogruaro. L’operazione “Footing” deve il nome all’attività di uno dei sospettati che faceva finta di essere impegnato in una corsetta proprio all’East Gate Park, ma in realtà addosso aveva una bomboletta con teflon, una sostanza che rende più facile l’estrazione dei cavi di rame.

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