Il bonus da mezzo milione non andrà ai terremotati

CONA. Il Comune di Cona non donerà il mezzo milione di euro del “bonus gratitudine” ai terremotati, ma li utilizzerà per progetti finalizzati a risolvere le «criticità» locali. Lo ha annunciato il...

CONA. Il Comune di Cona non donerà il mezzo milione di euro del “bonus gratitudine” ai terremotati, ma li utilizzerà per progetti finalizzati a risolvere le «criticità» locali. Lo ha annunciato il sindaco, Alberto Panfilio, rispondendo a una mozione, presentata dalla minoranza consiliare, che chiedeva l’utilizzo di quel denaro per interventi nella frazione di Conetta. La vicenda ha avuto origine da una dichiarazione televisiva dello stesso Panfilio (all’Arena di Massimo Giletti, lo scorso 7 gennaio) in cui il primo cittadino aveva affermato che «questa amministrazione, insieme alla popolazione di Conetta, intende donare il mezzo milione promesso dal Governo, a un Comune terremotato del centro Italia».

Una promessa che aveva suscitato qualche perplessità nei cittadini, che i gruppi di minoranza Intesa per Cona e L’altra Cona, avevano “amplificato” presentando una mozione che chiedeva, invece, l’utilizzo di quei soldi per la realizzazione di una pista ciclabile da Cona ad Agna e di un impianto di pubblica illuminazione tra Conetta e Agna. Il consigliere Antonio Bottin, per la minoranza, ha voluto far riascoltare la registrazione di quelle dichiarazioni, puntando in particolare sul presunto assenso a quell’idea della «popolazione di Conetta». Il sindaco ha ammesso, su questo punto, di aver esagerato, dato che si era confrontato solo con alcuni abitanti della frazione ma, subito dopo, ha contrattaccato spiegando come era nata l’idea del rifiuto. «Era da ottobre che si parlava di un indennizzo per la presenza di profughi nel territorio comunale: una cifra che cambiava giorno per giorno e che non si concretizzava mai nei tempi e nei modi. Poi, quando è morta Sandrine Bakayoko, in poche ore, il bonus è stato ufficializzato. Un modo, a mio parere, di distogliere l’attenzione da quella morte e da tutti i problemi connessi. Da qui il nostro rifiuto, per rilanciare al Governo la palla delle sue responsabilità».

Ora, però, l’amministrazione ritiene che quei fondi («non ancora arrivati») si possano usare: non per le opere indicate dalla minoranza («troppo costose») ma per preparare progetti sulle criticità locali (di cui l’ufficio tecnico sta redigendo una lista) in modo da poter partecipare a futuri bandi che permettano di finanziare le opere per risolvere proprio quelle criticità. Insomma un investimento a più lungo termine e su scala più ampia di quella ipotizzata dall’opposizione, la cui mozione è stata bocciata dalla maggioranza.

Diego Degan

Video del giorno

Maxi rissa a Savona nel cuore della movida: il degrado della Vecchia Darsena

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi