Caso Cplus, la giunta chiamata a risarcire

Tommasi e i suoi assessori potrebbero restituire i 3.000 euro alle casse comunali

CAVARZERE. Potrebbero essere proprio il sindaco, Henri Tommasi, l’assessore Cinzia Frezzato e i loro due colleghi di giunta, Catia Paparella e Paolo Fontolan, a dover restituire alle casse comunali i 3.000 euro che la delibera di giunta (la 148 del 2016) votata dai quattro amministratori suddetti, ha erogato all’associazione Cplus di Chioggia, il cui presidente, Marco Longhin, è figlio della Frezzato.

L’amministrazione comunale continua a ostentare tranquillità sulla vicenda, ammettendo, tutt’al più, una svista o un problema di opportunità ma, in realtà, la violazione di legge sembra evidente: l’articolo 78 del Testo unico degli enti locali vieta agli amministratori pubblici di votare delibere che riguardino gli interessi di parenti e affini fino al quarto grado. E qui si tratta di una parentela madre-figlio, di primo grado. Tanto più che se Frezzato non avesse votato, come impone la legge, la giunta non avrebbe avuto il numero legale e il contributo non sarebbe stato erogato. La delibera, quindi, sembra illegittima.

Anzi qualcuno la definisce, in gergo legale, «nulla ab origine», come se non ci fosse mai stata. In ogni caso, potrebbe essere annullata in seguito a un ricorso per via gerarchica, ovvero un procedimento interno che verifichi l’illegittimità del provvedimento e, nel caso, lo annulli. Il ricorso potrebbe essere innescato da un consigliere comunale (che si avvalga del potere di indirizzo e controllo sugli atti) o autonomamente dalla stessa amministrazione comunale. Su questo terreno il consigliere Emanuele Pasquali sta già preparando una mozione per chiedere l’annullamento della delibera 148 e tutta la minoranza sta raccogliendo le firme per convocare un consiglio comunale sulla vicenda. Resta, però, il problema dei tremila euro: se (o quando) la delibera verrà annullata, quei soldi vanno recuperati e difficilmente li restituirà l’associazione Cplus che, ormai, li ha incassati e, comunque, li ha ricevuti per un lavoro svolto. Quindi dovrebbero restituirli gli amministratori che li hanno erogati, ovvero i quattro componenti della giunta, seppure in proporzioni diverse. (d.deg.)

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