«L’assessore Frezzato si dimetta»

Minoranza all’attacco dopo i fondi dati all’associazione del figlio

CAVARZERE. «Stiamo preparando una mozione per chiedere le dimissioni dell’assessore Frezzato», dice il capogruppo della Lega Nord, Pier Francesco Munari, «e interesseremo della vicenda la Prefettura, l’Anac (l’Autorità anticorruzione, ndr) e tutti gli organi preposti».

Cresce la polemica, nel mondo politico cavarzerano, per i tremila euro che, con il voto determinante dell’assessore Cinzia Frezzato, sono stati assegnati, quale contributo, all’associazione clodiense Cplus, presieduta dall’architetto Marco Longhin, figlio dello stesso assessore.

L’interessata non parla, per ora, dicendo di essere «molto scossa» ma il sindaco la difende. «Dimissioni? No. Non ne abbiamo neppure parlato» dice Tommasi «non si può parlare di abuso d’ufficio, perché non c’era intenzione di favorire nessuno. Il contributo era già stato deciso dalla precedente amministrazione».

E qui occorre tornare al 25 maggio 2016, quando la precedente giunta Tommasi (la Frezzato era consigliere comunale, non assessore) approvò una delibera che ripartiva tra Cplus e il Dipartimento animali, risorse naturali e ambiente dell’Università di Padova, i novemila euro che lo scioglimento del Gal Antico Dogado aveva fatto ritornare nelle casse comunali. Dunque il contributo era già stato deciso, senza il voto della Frezzato. Il problema, però, è che la delibera di maggio non definiva “quanto” spettava a ciascun soggetto individuato dal Comune. Questo la ha fatto la delibera di dicembre (che, tra l’altro, cambia il secondo beneficiario del contributo) con la Frezzato assessore e, come risulta a verbale, indispensabile per il numero legale in giunta, viste le assenze (per qualcuno “studiate”) degli assessori Orlandin e Crocco. Il presidente di Cplus era, in occasione di entrambe le delibere, proprio Marco Longhin, nominato dall’assemblea dei soci il 10 febbraio 2016, ma Tommasi dice che «non so quando sia diventato presidente, so che fa parte dell’associazione ma, trattandosi di una decisione risalente alla precedente giunta, forse, non ci abbiamo dato peso». Lo doveva, però, ben sapere l’assessore interessata che, a quanto pare, non ne ha fatto parola in giunta, mettendo in grave imbarazzo tutta l’amministrazione.

Diego Degan

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