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Ambientalisti e il camping «Ampliamento irregolare»

Punta Sabbioni. Lipu e Verdelitorale chiedono alla Regione di bloccare il progetto «Non si può annettere al Marina di Venezia una zona a ridosso dell’area Sic»

di Francesco Macaluso
1 minuto di lettura

PUNTA SABBIONI. Accordo pubblico privato per l’ampliamento del camping Marina di Venezia di Punta Sabbioni: Lipu e Verdelitorale scrivono alla Regione per denunciare lo stato di abbandono e l’utilizzo improprio dell’area di mitigazione gestita dalla struttura ricettiva. A firmare la missiva il delegato della sezione Lipu di Venezia, Gianpaolo Pamio, e il presidente di Verdelitorale, Gianluigi Bergamo, che hanno di recente compiuto un sopralluogo a Punta Sabbioni, avendo modo di «osservare la presenza di ampi tratti degradati, spianati e utilizzati come campi da gioco e per manifestazioni, con grandi cumuli di sabbia e di materiale ricavato da potature ed eradicamento di alberi».

La diffida delle associazioni ambientaliste, che avevano presentato le osservazioni al progetto approvato in consiglio comunale, è stata inviata a tutti gli enti regionali, oltre alla direzione Adg Feasr, Parchi e Foreste, alla direzione Commissioni Valutazioni, al presidente della commissione per la Salvaguardia, alla soprintendenza belle arti e paesaggio e al Comune di Cavallino-Treporti. L’obiettivo è bloccare l’iter di approvazione del progetto che prevede l’annessione al camping di una zona a ridosso dell’area naturalistica Sic e Zps. «Le osservazioni sull’accordo da noi presentate il 27 dicembre al Comune», scrivono le associazioni, «hanno evidenziato le palesi incompatibilità del progetto di espansione rispetto al Palav ed è in contrasto con le norme in materia di tutela della biodiversità e l’applicazione della direttiva Habitat europea».

Lipu e Verdelitorale segnalano inoltre «diverse criticità e lacune presenti nello studio d’ incidenza ambientale predisposto da Marina di Venezia: lo studio sembra ignorare, ad esempio, concetti essenziali come l’habitat di specie o il disturbo che le attività umane possono esercitare sulle specie animali durante la fase di esercizio del campeggio».

«Siamo in democrazia e tutti possono esprimere ciò che pensano», ribatte l’ad di Marina di Venezia, Paolo Bertolini, «l’area sui cui è previsto l’ampliamento del campeggio, che in realtà è un consolidamento su un’area in concessione da sempre al camping che la salvaguarda e la mantiene. Una zona, tra l’altro già in utilizzo per servizi agli ospiti, su cui è già prevista destinazione a campeggio e verranno realizzate, secondo l’accordo pubblico privato in via di approvazione, solo piazzole senza alcun tipo di edilizia impiegate con 300 ospiti per 3 o 4 settimane all’anno nei momenti di punta stagionale».

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