Altri 11 migranti da Cona arrivati alla Croce Rossa

Jesolo. Intanto dieci ospiti hanno lasciato la struttura di via Levantina Zoggia: rispettate le quote concordate. Bison: «Il tetto era 60, sono il doppio»

JESOLO. Altri 11 migranti da Cona sono arrivati alla Croce Rossa di via Levantina, il sindaco Valerio Zoggia chiede di parlare subito con il prefetto. In realtà è stato chiarito ieri sera che andranno a compensare altri 10 che sono andati via nei giorni scorsi, nell’arco di un piano di trasferimento e avvicendamento. Il numero complessivo dei migranti alla Croce Rossa resterà dunque di circa 120 persone.

Il sindaco Zoggia non ha perso la calma, ma ha chiesto immediatamente spiegazioni alla Prefettura. Nei prossimi giorni ha voluto anche fissare un incontro direttamente con il prefetto. «Ho parlato immediatamente con i vertici regionali della Croce Rossa», dice il primo cittadino di Jesolo, «che mi hanno assicurato come il numero complessivo sia appunto lo stesso. La Prefettura ha fatto altrettanto non appena mi sono messo in contatto. Alcuni migranti nei giorni scorsi sono stati trasferiti o se ne sono andati e quindi abbiamo questa compensazione di cui chiediamo comunque precisazioni in merito alla provenienza visto che arrivano da Cona dove ci sono stati dei problemi. Resta il fatto che noi vogliamo il rispetto delle percentuali degli accordi con Anci, secondo le quali a Jesolo dovrebbero essercene al massimo una sessantina ospitati nelle strutture della Croce Rossa di via Levantina. E noi vogliamo che questo numero sia rispettato come abbiamo stabilito con un atto approvato dalla quasi maggioranza del Consiglio comunale, con una sola astensione».

Ma Daniele Bison della civica “Jesolo”, sempre pronto all’attacco sulle questioni dei migranti, non è d’accordo: «Evidentemente le richieste del sindaco e del Consiglio comunale non vengono ascoltate. Oltretutto noi avevamo richiesto in quel documento approvato in assemblea che non arrivassero più migranti e che non ci fossero più nemmeno avvicendamenti. E niente di questo viene rispettato, tanto meno il numero massimo di circa 60».

Come sempre fuori dal coro Salvatore Esposito di Sinistra Italiana: «Se le condizioni di decoro per queste persone sono rispettate», commenta il leader di SI, «e se possono essere ospitate in sicurezza e senza problemi, siamo sereni e riteniamo sia giusto che siano accolti a Jesolo, anche perché il personale della Croce Rossa ha saputo professionalmente lavorare in questa direzione e lo ha ampliamente dimostrato».

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