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Campagna di Bebe Vio contro l’odio sul web

La campionessa paralimpica replica con ironia alle minacce: «Dona anche tu un neurone ad un hater, glieli raddoppierai»

Rubina Bon
2 minuti di lettura
Alessandro Cattelan e Bebe Vio 

VENEZIA. «Dona un neurone anche tu. Se doni un neurone a un hater, hai già raddoppiato il numero dei suoi neuroni». Bebe Vio sceglie l’ironia, che di certo non le manca, per rispondere agli haters. E lo fa lanciando la campagna social #epccDonaUnNeurone contro coloro che vomitano odio sul web. Lei stessa, pluricampionessa paraolimpica e medaglia d’oro a Rio, è stata vittima degli haters che l’hanno presa di mira con un gruppo Facebook dove si incitava a stuprarla. Mercoledì su Sky1, durante il talk-show in seconda serata “E poi c’è Cattelan”, Bebe e Alessandro Cattelan hanno dato vita a un monologo che in poche ore è diventato virale sul web.

Un minuto e venti di dialogo a due, quasi fosse il lancio di una pubblicità solidale. Solo che stavolta si chiama “Campagna per l’asociale” e nel mirino ci sono gli “odiatori del web”. «Molte persone sono più sfortunate delle altre. Persone che non sono come noi, che nascono con qualcosa in meno e fanno fatica in ogni momento della loro vita. Sono gli haters: all’apparenza sembrano persone normali, ma in realtà non sono in grado di compiere neanche i gesti più semplici. Chissà cosa passa per la testa di questi haters… »: Bebe e Ale Cattelan parlano alternandosi con il volto serio - concedendosi una sola risata - la musica di un pianoforte in sottofondo. Poi la stoccata, in perfetto stile Bebe.

«Però da oggi ciascuno di noi può fare qualcosa per loro. Una raccolta di neuroni: dona un neurone anche tu. Se doni un neurone a un hater, hai già raddoppiato il numero dei suoi neuroni. Aiuta un hater, dona un neurone usando l’hashtag #epccDonaUnNeurone». La campagna social sta già spopolando. “Meravigliosi”, ha twittato Paola Cortellesi. E la cantante Alessandra Amoroso: “Io e Big Family partecipiamo, è importante per chi è così stupido da insultare sui social”. Selvaggia Lucarelli su Fb, da tempo impegnata in una campagna contro gli haters da tastiera, ha condiviso il video della campagna.

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Intanto la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di minaccia grave e istigazione a commettere reati sulla scia della denuncia presentata dal Codacons (ma anche Bebe si è rivolta alla Polizia) per il gruppo Facebook in cui si invitava a stuprare la schermitrice paraolimpica. «Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione della Procura, la prima che finalmente in Italia vuole vederci chiaro su insulti e minacce pubblicate sui social», ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi, «Chiediamo di estendere l’inchiesta, indagando sui gruppi nati su Facebook che incitano all’odio e alla violenza soprattutto verso donne, gay e disabili. Si tratta di fenomeni estremamente pericolosi».

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