Già ventimila persone dentro la “escape room”

A Mestre è attiva la nuova idea del divertimento: riuscire a uscire da una stanza risolvendo una serie di indizi. Siamo andati a provarla

MESTRE. Da quasi un anno in via Filiasi, nel quartier San Paolo a Mestre, si gioca a scappare. È una delle nuove frontiere del divertimento urbano la “escape room”: l'esterno sembra quello di un negozio qualsiasi con le vetrine oscurate e il logo “In fuga” in rosso su fondo nero. Ma chi suona al campanello lo fa perché sa bene cosa trova dentro: ha voglia di giocare, cercando una via d’uscita per liberarsi. Sembra una cosa da masochisti, sicuramente non per claustrofobici.

Escape Room: fuga verso la libertà per 20 mila

Gli spazi. È molto più facile. Due gli spazi ricavati nel negozio di via Filiasi. Quello chiamato “lo scantinato”, a cui si è aggiunta da qualche mese la stanza dei “Pirati”. Cosa sono? Due spazi di gioco in cui si viene chiusi in gruppo, con amici e parenti, e da cui bisogna uscire risolvendo degli enigmi di logica, matematica. «In un anno qui sono entrate per giocare ventimila persone», racconta il titolare, Matteo Spolaor di Marano di Mira, che ha preso in affitto lo spazio dalla Cgia di Mestre per inventarsi un lavoro nell'intrattenimento. In città ci sono attualmente due “escape room”: la “In trappola.to” di Venezia in Calle Seconda del Cristo, e quella di Mestre, tra i palazzi di quartier San Paolo, la “In fuga”.

Uno degli indizi

Come vincere. «Per arrivare alla chiave che permette di uscire ci sono più piste da seguire con giochi di logica, osservazione, matematica, intuito. Giochi da risolvere per arrivare alla fine del gioco», spiega il titolare di “In fuga”, Matteo Spolaor. L’età media dei giocatori è di 26 anni ma, ci spiega, «arrivano anche famiglie con bambini, gruppi di amici dai 20 ai 30 anni, coppie di amici cinquantelli. Il passaparola e soprattutto la promozione via social network come Facebook ci assicurano clienti che ci contattano per prenotarsi».

Un'ora. La “escape room” mestrina è aperta tutti i giorni dalle 17 alle 24. La prenotazione è obbligatoria e occorre arrivare dieci minuti prima per poter giocare, visto che la sfida nelle stanze dura esattamente 60 minuti sotto la sorveglianza di telecamere che controllano che il gioco si svolga con regolarità e senza intoppi ma anche per fornire indizi in diretta ai giocatori dei vari gruppi.

Quanto costa. I costi sono correlati al fatto che si gioca in gruppo: 60 euro da 2 a 6 persone per lo “scantinato”; 10 euro in più per chi si aggiunge. Per la stanza dei “pirati”, da 2 a 4 persone il costo è sempre di 60 euro, ogni giocatore aggiunto costa 15 euro.

Ragazzini terribili. I più bravi finora a risolvere gli enigmi e trovare la via d’uscita sono stati «un gruppo di tredicenni», racconta Spolaor, «che hanno ottenuto la percentuale più alta. Sveglissimi e con tanta voglia di divertirsi».

Il lucchetto finale

Gli altri. Per chi non ce la fa a liberarsi, nessun problema. Passata un’ora la porta si apre e si torna liberi, verso casa dopo aver passato, comunque, una serata diversa, decisamente alternativa al cinema, alla discoteca e alla pizza con amici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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