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«Mamma ti prego, torna» Appello a Cristina Zabeo

CAMPAGNA LUPIA. «Mamma torma a casa ti aspettiamo. Per favore, ti scongiuriamo, dacci notizia di te. Se sei da qualche parte contattaci per farci sapere che stai bene siamo preoccupati». A lanciare...

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CAMPAGNA LUPIA. «Mamma torma a casa ti aspettiamo. Per favore, ti scongiuriamo, dacci notizia di te. Se sei da qualche parte contattaci per farci sapere che stai bene siamo preoccupati».

A lanciare l’appello ieri sera su Rai tre alla trasmissione “Chi l’ha visto” è stata Sara Bordon la figlia 25 enne di Cristina Zabeo. A rincuorare la ragazza che sarà fatto il possibile per trovare la donna ci ha pensato la conduttrice Federica Sciarelli.

Cristina Zabeo 52 anni lavora come cuoca all’aeroporto Marco Polo di Tessera non dà più notizie di sé da quasi un mese cioè dall’8 gennaio, quando prese un periodo di ferie. I familiari hanno dato l’allarme quando hanno saputo che il 16 gennaio non era rientrata al lavoro e hanno sporto denuncia per scomparsa. Inizialmente le indagini, per qualche giorno si sono concentrate con sommozzatori e vigili del fuoco lungo il Naviglio del Brenta, poi si sono allargate alla zona del padovano e nell’area di Mestre dove lavorava.

A Dolo è stata ritrovata la sua Micra Nissan, parcheggiata chiusa a chiave senza alcun documento dentro, a ridosso del Ponte del Vaso, lungo il corso del Naviglio Brenta.

La donna, dall’auto si è allontanata con documenti e carte di credito. Viveva sola dopo la separazione dal marito, in un appartamento a Campagna Lupia a ridosso della caserma dei carabinieri. «Ormai», spiegano i famigliari, «Cristina manca da quasi un mese, non ci sappiamo spiegare cosa sia successo. A noi interessa che stia bene e basta. Ce lo faccia sapere». Ad attendere Cristina oltre alla figlia Sara c’è il marito Paolo Bordon e il figlio Alessio che abitano in via della Resistenza in località Santa Maria Assunta a Campolongo. I carabinieri di Campagna Lupia stanno anche indagando sulla possibilità che la donna si sia recata all’estero volontariamente per far perdere le prorpie tracce. (a.ab.)

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