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Concessioni demaniali verso la legge di riordino

Il governo ha approvato il decreto che ridarà fiato al settore ricettivo Michielli (Confturismo): «Finalmente viene riconosciuto il ruolo delle imprese»

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JESOLO. Un primo passo concreto per la futura gestione delle spiagge nell’èra della liberalizzazione voluta dalla Ue. Il governo ha approvato ieri il disegno di legge delega sul riordino delle concessioni demaniali. È arrivato finalmente il momento di prendere in mano questa materia che la legislazione europea sta rivoluzionando creando non poche tensioni e paure nel comparto. Confturismo Veneto, Confederazione regionale delle imprese turistiche, con oltre 17 mila aziende, ha già dato il proprio contributo all’iter del disegno di legge rinviando ai prossimi giorni giudizi e considerazioni. Al momento non si può dire sia cambiato ancora nulla, ma il governo si muoverà con un atto concreto che gli attribuisce la delega.

«Aspettiamo di leggere e analizzare la versione integrale del testo ufficiale», dice il presidente di Confturismo Veneto e vice nazionale, Marco Michielli, «è fondamentale che venga riconosciuto il valore dell’impresa, assieme allo sviluppo raggiunto a suon di investimenti. Si tratta finalmente di un atto concreto nel processo di revisione e riordino della normativa sulle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso ricreativo, in gestazione da diversi anni. Il settore balneare», aggiunge, «è da sempre strategico per l’economia della nostra regione ed era da troppo tempo nell’incertezza».

Nel decreto sono coinvolte tre delle sei federazioni che fanno capo a Confturismo Veneto, vale a dire Federalberghi (2.600 quelli associati), Faita-Federcamping (130 imprese associate), Unionmare (70 stabilimenti balneari associati). Un comparto che traina l’economia nazionale e che nel Veneto viene considerato la prima industria. «Stiamo parlando di un disegno di legge, quindi la prudenza è d’obbligo», spiega Maurizio Vianello, presidente nazionale e veneto di Faita Federcamping, «fatta salva questa premessa, c’è soddisfazione nel vedere che finalmente si prende atto della necessità di un riordino del settore, più volte invocata dalle nostre imprese. Il disegno di legge delega giunge dopo provvedimenti, pronunciamenti e sentenze, anche di livello comunitario, che avevano gettato confusione e profonda incertezza fra le molte categorie di operatori coinvolti». I balneari sono in attesa degli effetti della direttiva Bolkestein che deve aprire alla liberalizzazione le concessioni demaniali con regolari bandi che si confronteranno con il mercato e non più con l’assegnazione di diritti consolidati negli anni. Ecco perché il segnale positivo arrivato ieri dal governo lascia ben sperare per gli anni a venire e offre nuove attese garanzie.

Giovanni Cagnassi

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