Venezia, si è ucciso per il permesso negato

La polizia sta ricostruendo la storia del 22enne migrante che domenica si è gettato in Canal Grande. Veniva dal Gambia

Si chiamava Patkh Sabally, quando è sbarcato in Sicilia, ha dichiarato di essere nato nel 1995. Ma non sapeva il mese e per convenzione, come accade per tutti i migranti nelle sue condizioni senza un documento, nell’atto identificativo della polizia viene scritto: 1 gennaio.

Venezia, giovane muore in Canal Grande

Patkh, 22 anni, è il ragazzo del Gambia che domenica pomeriggio intorno alle 16 è morto annegato dopo essersi gettato nell’acqua del Canal Grande, per suicidarsi. Sembra che gli fosse stato revocato il permesso di soggiorno per motivi umanitari. La sua storia, comunque, non è stata ancora ricostruita completamente dalla polizia che si sta occupando del caso. Oggi, il magistrato di turno che si sta occupando dell’indagine, deciderà se far svolgere o meno l’autopsia.

Confermata l’ipotesi del suicidio. Per gli investigatori della polizia non ci sono dubbi: il ragazzo ha voluto suicidarsi. Testimoni, video fatti da turisti veneziani e dalle telecamere di videosorveglianza poste davanti alla stazione, confermano la volontà del ragazzo di uccidersi.

Seduto davanti alla stazione e poi il tuffo. Sono circa le 16, in un filmato delle telecamere di videosorvelianza della stazione si vede il ragazzo che, seduto sui gradini della stazione con accanto uno zainetto, si alza e cammina verso la riva, dal lato dell’imbarcadero della “linea 2”. Ad un certo punto aumenta il suo passo ed si lancia in acqua.

In quel momento proprio davanti a lui arriva il vaporetto deve attraccare. Il marinaio e il pilota si accorgono del ragazzo in acqua. Il pilota ferma il motore per evitare che il ragazzo possa finire contro le eliche. All’inizio in molti pensano che il giovane sia caduto.

Rifiuta i soccorsi. Il marinaio lancia il primo salvagente ma il ragazzo non lo afferra, Ne viene lanciato un secondo e anche questo non viene preso dal ragazzo. Alla fine tra quelli lanciati dal marinaio e quello da un passeggero sono quattro i salvagente che il ragazzo ha attorno a sé. Non ne afferra nemmeno uno. Poi si lascia andare sotto al vaporetto.

Sparisce portato via dalla corrente. La corrente dell’acqua trascina sul fondo e porta via il corpo. Quando arrivano i sommozzatori dei vigili del fuoco sono trascorsi oltre 10 minuti. Iniziano le ricerche. I sub ritrovano il cadavere dall’altra parte del canale. È sott’acqua accanto ai pali dello stazio delle gondole di San Simeon Piccolo. Viene portato a riva.

Nello zaino il biglietto del treno. I poliziotti delle volanti recuperano lo zaino, unico suo bagaglio, lasciato sugli scalini della stazione. Dentro pochi effetti personali, una manciata di euro e un biglietto del treno da Milano a Venezia del giorno prima.

Era arrivato intorno alle 16 di sabato, Quindi era stato visto girovagare in stazione. Quindi è ricomparso domenica pomeriggio. Nessun scritto, nulla di nulla, sulla sua volontà di volerla fare finita. Molti dei perché, sulla sua morte, non hanno trovato ancora delle risposte certe. Forse queste risposte non ci saranno mai.

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