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Carrozzina rubata, l’Usl ne dona una nuova

Il mezzo elettrico era stato sottratto a un tredicenne. La mamma aveva chiesto aiuto. «Finalmente mio figlio potrà riavere la sua carrozzina elettrica».

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MESTRE. «Finalmente mio figlio potrà riavere la sua carrozzina elettrica». È una storia a lieto fine, anche se le peripezie sono state tante, quella della mamma con il figlio tredicenne disabile al quale a fine novembre è stata rubata la carrozzina elettrica.

Ieri mattina la donna, che a fine settimana dovrebbe partorire, ha ritirato all’ufficio Protesi di via Cappuccina, l’autorizzazione per riavere un altro mezzo elettrico per il figlio. «Sono felicissima», racconta, «non si tratta solo di spostarsi per andare da qualche parte, ma è molto di più: per lui significa uscire, essere autonomo, sentirsi più simile ai suoi compagni, non doversi fare spingere e quindi chiedere sempre aiuto a qualcuno. E poi potersi recare al bagno da solo. Non voleva neanche andare più al cinema da quando gli avevano rubato la carrozzina elettrica, perché si vergognava, lui che ama tantissimo vedere i film».

Lo scorso 25 ottobre il ragazzo ucraino era sceso di casa per andare a scuola accompagnato dalla madre, e non aveva più ritrovato la sua preziosa carrozzina elettrica, che da quasi due anni lo portava in giro per la città in modo quasi autonomo, assicurandogli le migliori posture grazie a speciali meccanismi. Dopo la denuncia al commissariato di polizia di via Ca’ Rossa, la mamma aveva lanciato un appello anche all’Ufficio protesi e ausili dell’allora Asl 12. La madre, infatti, ha rischiato anche di doversi pagare la carrozzina nuova perché accusata di non averla custodita bene nonostante fosse chiusa con una chiave particolare.

Per il disabile ucraino trovarsi senza la sedia elettrica è stato un vero e proprio trauma, così come sono stati duri per lui e per la mamma, questi mesi in cui ha utilizzato la carrozzina manuale, che per un ragazzino come lui significa farsi spingere, non essere autonomo, non essere facilitato nei movimenti.

«Non è stato facile», racconta ancora la madre, «le pratiche sono state lunghe, sono passati mesi in cui mi sono recata negli uffici diverse volte. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta, sono molto contenta soprattutto per mio figlio, che adesso non vede l’ora di riaverla». La donna è andata da un tecnico, il mezzo elettrico dovrebbe essere pronto nell’arco di tre settimane circa.

«Per qualcuno questa è una semplice carrozzina elettrica, ma per mio figlio è molto di più: sono le sue gambe, la sua autonomia, per lui significa vita e per questo voglio ringraziare gli uffici che ci hanno finalmente concesso l’autorizzazione». (m.a.)

 

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