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Chioggia, Cinque Stelle alla resa dei conti. Oggi Consiglio-verità

Dura nota del capogruppo del M5S Bonfà che dà il benservito alla consigliera dissidente Boccato. Il sindaco deve difendersi dall’accusa di conflitto d’interessi, con la Lega che vuole le sue dimissioni

di Elisabetta B. Anzoletti
2 minuti di lettura

CHIOGGIA. Resa dei conti nei Cinque stelle. Dopo la presa di posizione controcorrente della consigliera Maria Chiara Boccato, in rotta di collisione da qualche mese con i vertici, il capogruppo Paolo Bonfà le dà l’ultimatum. In assenza di un suo “radicale dietrofront, dovrà lasciare il Movimento e, in coerenza con i principi, anche il Consiglio comunale”.

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Il tutto potrebbe già consumarsi nel Consiglio comunale di oggi che si preannuncia incandescente in particolare per il sindaco Alessandro Ferro che dovrà difendersi da un fuoco nemico, quello delle opposizioni pronte a chiedere la sua testa se non verrà risolto il conflitto di interessi, e quello “amico” che arriva dalla sua giovane consigliera.

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Seduta bollente. Per Ferro quello di oggi, con inizio alle 16, sarà uno dei Consigli più duri. In apertura dovrà chiarire la sua posizione sul caso “Ultima spiaggia” e sul conflitto di interessi che si è venuto a creare dopo la sentenza. Le opposizioni sono in agguato per capire se sull’intera vicenda ci sia dolo o sia frutto solo di inesperienza e calcoli sbagliati. In ogni caso, anche se si dovesse superare con un cavillo l’ineleggibilità, tutti gli esponenti di minoranza sono convinti che il conflitto di interessi sia palese. La Lega chiederà le dimissioni, Forza Italia attende di sentire le spiegazioni del sindaco riservandosi di richiedere un accesso agli atti, “Chioggia è libera” vorrebbe un consiglio straordinario aperto per dibattere solo della vicenda.

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Fronte dissidente. Tra i punti in scaletta figura l’ordine del giorno della discordia con cui la Boccato chiede una riduzione dei gettoni dei consiglieri in linea con i principi del movimento. L’ordine del giorno non piace ai colleghi e ai vertici, ma la Boccato non lo ha ritirato e oggi potrebbe provocare nuove scintille. Qualche giorno fa la consigliera è stata chiamata “a processo” per farle capire che continuando in questa direzione rischia l’uscita.

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Il sindaco si difende. Ferro minimizza su tutte le questioni in campo. «Non esiste un caso Ultima spiaggia», spiega il sindaco, «l’ho già detto e lo ripeterò in Consiglio, io ero perfettamente candidabile e eleggibile perché nella società ho un ruolo senza alcun potere decisionale, come socio accomandante. Una circolare del Ministero degli interni chiarisce che ai soci accomandanti non vanno applicati i criteri di incompatibilità a cui fa riferimento il Testo unico degli enti locali». Rimane però in piedi il profilo del conflitto di interessi su cui Ferro non vorrebbe parlare. «Dirò quello che devo dire in Consiglio», spiega, «non capisco dove sarebbe il conflitto, io da questa sentenza sono solo penalizzato». Se gli si pone la questione che in questo momento risulta controllore e controllato, minimizza. «Applicheremo quello che la sentenza dice», chiude Ferro, «non ci sono problemi». Nessun commento sul fatto che avrebbe risposto a una mail dell’avvocato della controparte, Pierpaolo Alegiani, che chiedeva un incontro all’amministrazione comunale per dar corso alla sentenza, utilizzando il suo indirizzo privato.

Caso Boccato. Poche parole anche sulla consigliera pasionaria. «Ha assunto alcuni atteggiamenti non in linea con il resto del gruppo», si limita a dire Ferro, «vedremo in Consiglio cosa succederà e nei giorni successivi».

Ultimatum. Se il sindaco sceglie la via del silenzio, almeno per il momento, il capogruppo Bonfà sceglie invece di parlare e senza mezzi termini. «Non ci sono spaccature nel partito», spiega Bonfà, «quella della Boccato è una posizione esclusivamente personale sulla quale, nonostante le sia sempre stato consentito di esprimersi in libertà, non tollera opinioni diverse. Non è mai stata estromessa dagli incontri di gruppo, lei preferisce non partecipare. Salvo un suo radicale cambio di atteggiamento», continua il capogruppo dei 5 Stelle, «faccio fatica a pensare che il gruppo possa reintegrarla, visto che dopo ogni decisione presa, la consigliera non si attiene a quanto deciso per ragioni strettamente personali». Parole che fanno intravvedere un divorzio imminente. «Spero che la consigliera sia ligia a tutti i principi del Movimento», chiosa Bonfà, «anche a quello che prevede che qualsiasi eletto nel M5S, una volta lasciato il gruppo che le ha consentito di entrare in Consiglio comunale, si dimetta».

Nuovo assessore. Saltando a piè pari tutte le polemiche, il sindaco ieri ha nominato il nuovo assessore che sostituirà Marco Boscolo Bielo che ha rassegnato le dimissioni il 7 dicembre. In giunta entra Elga Messina, architetto di Marcon, che si occuperà di lavori pubblici, urbanistica, edilizia scolastica, edilizia privata, servizi manutentivi.

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