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«Ferro risponda in un Consiglio dedicato»

Casson attacca il sindaco grillino coinvolto nella vicenda “Ultima spiaggia”: «Fare chiarezza subito»

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CHIOGGIA. Il caso “Ultima spiaggia” si complica. A ingarbugliare la posizione del sindaco Alessandro Ferro, in questo momento nel duplice ruolo di massima autorità del Comune (che deve applicare i contenuti della sentenza del Consiglio di Stato) e di socio di Ultima spiaggia (destinataria della sentenza), una mail privata con cui Ferro ha risposto all’avvocato Pierpaolo Alegiani (legale di Chiara srl, controparte di Ultima spiaggia) che chiedeva al Comune di fissare un incontro per dar seguito alla sentenza.

Una complicazione del conflitto di interessi, denunciato da molti in questi giorni, che porta l’ex sindaco Giuseppe Casson a chiedere che l’intera vicenda sia chiarita in un Consiglio comunale aperto a tutti.

Finora Ferro ha più volte negato che ci sia conflitto di interessi e che al momento dell’elezione si trovasse in una situazione di ineleggibilità. L’ineleggibilità forse sarà superata facendo leva sulla sua condizione di socio accomandante (senza ruoli decisionali), ma sul conflitto di interessi attuale (come controllore e controllato) i dubbi restano forti.

Ad alimentarli ancor di più le parole di Alegiani che sostiene, dopo tre solleciti inviati il 15 e 23 dicembre e l’8 gennaio, di aver ricevuto una mail dall’indirizzo privato del sindaco in cui dà disponibilità a un incontro. «La vicenda», sostiene Casson, «sta assumendo contorni che impongono un chiarimento pubblico da parte del sindaco, sul quale non può incombere l'ombra del sospetto sulla commistione tra interessi privati e responsabilità pubbliche. Un’ipotesi che si aggrava se davvero ha inviato una mail col suo indirizzo, ma che rimarrebbe anche se avesse usato l’indirizzo del Comune: scrivere personalmente all’avvocato viola il dovere di astensione che incombe su ogni amministratore pubblico rispetto a vicende che coinvolgono suoi interessi personali».

Il sindaco aveva assicurato di dar spiegazioni nel prossimo Consiglio (martedì 17), ma Casson suggerisce un’altra strada: «Non sarà sufficiente che Ferro dia una comunicazione in apertura di Consiglio senza nemmeno aprire il dibattito. Chiederò, e mi auguro che i colleghi consiglieri, anche grillini, mi supportino, che sia convocato un Consiglio aperto con un solo punto all’ordine del giorno. Non si tratta di organizzare processi di piazza o sommari, ma della necessità che il primo cittadino, nell'interesse suo e di Chioggia, dimostri di essere in grado di tenere immacolata la funzione che ricopre». (e.b.a.)

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