Le proposte dai sestieri per “Venezia vivibile”

Le anticipazioni del risultato degli incontri promossi dal Gruppo 25 Aprile «Vincoli per le locazioni turistiche, due anni di stop ai cambi destinazione d’uso»

Venezia può tornare a essere vivibile. Il 20 gennaio all’Ateneo Veneto il Gruppo 25Aprile esporrà le proposte alla Regione e al Comune per una città a misura di cittadino che provengono dai residenti, frutto degli incontri nei sestieri.

Proposte concretizzabili. Si chiede di sbloccare il bando per l’assegnazione dei circa 200 posti vacanti nei sestieri e nelle isole che, per regolamento, avrebbero già dovuto essere assegnati da più di un anno. Un’altra richiesta è quella di ripristinare il cinema all’aperto a San Polo, trovando il modo di recuperare con il biglietto le spese della struttura. Un’altra riguarda la manutenzione di bricole, fontane, panchine e segnaletica e l’illuminazione in Ruga degli Oresi.

Residenzialità. Alla Regione si chiederà di modificare la legge del 2013 che ha liberalizzato le locazioni turistiche con l’introduzione di alcuni vincoli per tutelare il tessuto sociale e di intervenire sull’Ater affinché assegni gli alloggi non utilizzati favorendo forme di auto restauro o completamento di lavori non ancora ultimati all’interno della casa. Al Comune si chiederà invece di bloccare, almeno per un paio di anni, i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico, facoltà già riconosciuta nel Pat dal 2014.

Lavoro. Si chiederà al Comune di ripensare l’Arsenale non come «la fase attuale di sfruttamento che lo vede solo come spazio per feste esclusive», ma come cittadella della ricerca sugli studi marittimi con posti dedicati a imprese del settore marittimo e spazio al restauro e all’artigianato tradizionale. Dagli incontri è emerso il forte desiderio di rivedere l’Arsenale vivo. I cittadini hanno inoltre pensato che si potrebbero attuare delle visite guidate per recuperare anche parte del reddito. La proposta è stata formulata partendo dalla constatazione che l’unico settore che dà molto lavoro a Venezia proviene solo dall’ambito turistico.

Regolamento. Firenze lo ha già fatto, perché anche Venezia non ci prova? La proposta è quella di scrivere un regolamento comunale che possa tutelare la città, fissando un limite all’aumento selvaggio di attività commerciali «incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale, come quello dell’artigianato tradizionale». Grazie al decreto legge 222 del 25 novembre 2016, il Comune, in nome della tutela di particolari aeree, può infatti delimitare il numero di esercizi.

Il regolamento, già avviato a Firenze per fronteggiare problematiche simili a quelle veneziane, ha permesso per esempio che non si insediasse un altro Mc Donald’s nel cuore dell’urbe.

Ambiente. Tre le richieste: rivedere l’aumento a 5.5 della Tari, monitorare il traffico acqueo e collocare una vera stazione di traffico per rilevare l’inquinamento atmosferico. Il Gruppo 25Aprile chiederà alla Regione di velocizzare il posizionamento della stazione che da tanti anni tante associazioni, come i No Grandi Navi, chiedono con forza.

Per quanto riguarda Tari si domanda al consiglio comunale di «rimodulare le imposte come la tassa sui rifiuti con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale».

La proposta è di finanziare l’aumento alzando l’aliquota applicata ad alberghi e ad altre attività ricettive di tipo turistico. Sempre al Comune verrà chiesto un piano per tutelare il patrimonio immobiliare pubblico e privato dal moto ondoso, per monitorare inquinamento atmosferico e acustico e garantire la sicurezza a chi naviga. A questo proposito è già pronta la proposta di introdurre nelle scuole l’educazione nautica per prevenire gli incidenti in laguna.

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