Creditori in fila per Expo Venice spa

A battere cassa ci sono fornitori, banche, società di catering e dipendenti. Il debito complessivo è di otto milioni

C’è mezza Venezia - tra banche, imprese e soggetti privati - nella lista dei creditori di Expo Venice, la società guidata da Giuseppe Mattiazzo come amministratore unico che è fallita nei mesi scorsi. Il colpo definitivo a “Expo Venice” - società fino a qualche anno fa anche tra gli sponsor del Carnevale - è arrivato dal flop di “Aquae”, l'esposizione organizzata nel padiglione costruito a Marghera dedicata all’acqua che doveva essere legata all’Expo di Milano, ma che ha attirato solo una minima parte dei visitatori arrivati nel capoluogo lombardo. Curatore è stato nominato il commercialista mestrino Massimo Lanfranchi e la riunione dei creditori per stabilire lo stato passivo si è svolta il 20 dicembre.

A chiedere e ottenere il fallimento è stata la «Finanziaria Internazionale Investments - Società di gestione risparmio spa», il fondo che fa riferimento a Enrico Marchi e Andrea De Vido, i due soci di Save, che ha attraversato un momento di grave turbolenza a causa del disaccordo proprio tra i due fondatori. La Sgr è proprietaria dell'immobile che era stato voluto da «Condotte Immobiliare spa», la quale aveva avuto bisogno del soccorso finanziario della società di Marchi-De Vido nei primi anni della crisi internazionale. Il debito complessivo di Expo Venice sfiora gli 8 milioni di euro, ma solo circa 2 milioni e 100 mila saranno sicuramente rimborsati ai creditori privilegiati: banche, dipendenti o associazioni. Per altri 4 milioni e 100 mila euro di crediti chirografi bisognerà aspettare la liquidazione del patrimonio, mentre circa un altro milione e 250 mila euro di crediti è stato giudicato sicuramente non rimborsabile dal curatore.

Scorrendo i nomi dei creditori si incontra di tutto. Società comunali come Vela - con cui Mattiazzo e la sua società hanno collaborato a lungo anche per il Carnevale - per quasi 190 mila euro e Veritas per circa 92 mila di crediti, mentre è minima, solo 15 mila euro, l’esposizione nei confronti del Comune di Venezia. Il Parco Scientifico e Tecnologico Vega di Marghera è fuori con Expo Venice per quasi 100 mila euro. Un’altra società comunale, la Casinò Meeting & Dining, che cura il catering e i servizi di ristorazione della casa da gioco, ha nei confronti di Expo Venice un credito di oltre 55 mila euro. E a proposito di Casinò, l’attuale presidente del suo consiglio di amministrazione, Maurizio Salvalaio, dovrebbe avere personalmente dalla società di Mattiazzo oltre 92 mila euro, mentre segue come legale gli interessi della Venice Ho.st srl, società legata all’attività del Porto, che avanza altri 93 mila euro.

Una società si servizi e ristorazione come la Elior, ha un credito complessivo verso la società di Mattiazzo di circa 500 mila euro. Un altro professionista come l’avvocato Matteo De Poli è in credito per quasi 90 mila euro. La Finanziaria Internazionale Investments Sgr, la società di gestione del risparmio che fa riferimento a Marchi, vandava un credito di oltre 630 mila euro nei confronti di Expo Venice. E la Giplanet spa, la società che in passato ha materialmente costruito il palco per il Carnevale in Piazza per conto di Expo Venice, vanta un credito di quasi un milione di euro dovuto evidentemente ai costi di quel palco costruito ma mai pagato. Ci sono poi anche gli operatori veneziani del trasporto anch’essi non pagati dalla società, come i Gondolieri del Giglio, per circa 45 mila euro o il Consorzio Motoscafi Venezia, per 24 mila. Altro capitolo è quello dei crediti verso le banche. La Banca Popolare di Cividale è esposta per quasi 200 mila euro, l’Intesa San Paolo per 105 mila, mentre la Banca Popolare di Vicenza se la cava con 25 mila. Ci sono poi oltre un milione e 200 mila euro di crediti vantati da Equitalia e gli oltre 160 mila euro dell’American Express. Tra le cooperative che assicuravano servizi e guardianìa a Expo Venice, ci sono gli oltre 91 mila reclamati da Verona 83, società cooperativa che ha a lungo lavorato anche per i Musei Civici e i circa 65 mila richiesti dalla Cooperativa sociale Il Cerchio. Altre società che operano nel settore turistico a Venezia come Albatravel sono in credito per oltre 70 mila euro. Ma la direttrice marketing e comunicazione di «Aquae» Anna Maria Gilardi vanta dal suo ex datore di lavoro oltre 100 mila euro di compensi non pagati. Ma sono solo una parte dei creditori di Expo Venice, molte dei quali rimarranno a bocca asciutta.

Enrico Tantucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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