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Saldi al via giovedì caccia agli affari «Ma non sarà boom»

Gabriel (Federazione Moda): «Difendiamo i centri storici non reggono la concorrenza della grande distribuzione»

di Marta Artico
2 minuti di lettura

MESTRE. Conto alla rovescia in vista dei saldi di fine stagione, nonostante l’inverno sia da poco iniziato e gli sconti, oramai, sono una costante delle quattro stagioni che accompagna le compere. La corsa agli acquisti parte ufficialmente giovedì 5 gennaio, ma le svendite possono essere considerate l’appendice degli sconti iniziati ad autunno, quando negozi più e meno grandi si sono lanciati in promozioni di ogni genere per riuscire a vendere prima di Natale e non rimanere con gli articoli invernali incelofanati.

Gli smartphone dei compratori e degli amanti dello shopping sono stati già intasati di e-mail e sms promozionali. C’è chi ha pronte le vetrine con tanto di scritte in evidenza, slogan accattivanti più o meno colorati, i vari “fuori tutto”; c’è invece chi non ha ancora rivoluzionato le vetrine ma all’interno dei negozi propone ribassi.

Se l’occasione rimane ghiotta e serve a risollevare il piccolo commercio, nessuno scommette sul boom, un lontano miraggio pre crisi. «Come sappiamo ci sono saldi tutto l’anno», commenta Maurizio Franceschi, direttore veneto di Confesercenti, «senza contare gli acquisti online, il Black Friday, elementi che non contribuiscono al successo degli anni passati. La scontistica è spalmata sui dodici mesi, le occasioni sono tante, rimane però il fatto che i saldi continuano ad essere un momento importante per il commercio, specialmente per acquistare i capi spalla che non si sono comperati prima». Franceschi ricorda che oramai ci sono catene e marchi che producono materiale ad hoc destinato ai saldi, diversamente da quanto succede nei negozi. «Cosa che non dovrebbe accadere». «In conclusione non ci sarà un boom», conclude, «mentre l’acquisto può essere definito “razionale”».

«Siamo piatti ma ottimisti», commenta Massimo Zanon, presidente regionale di Confcommercio, «il presidente Mattarella ha ben spiegato che dalla crisi non siamo usciti, quello in cui ci troviamo è lo stato dei fatti, un recupero lento, una ripresa lunga e senza picchi: non torneremo all’ante 2007 ma bisogna risalire piano la china». Prosegue: «La gente compera quello che gli serve, i saldi vengono erosi dalle nuove modalità di acquisto, anche se l’e-commerce non fa sfaceli, per ora». Previsioni? «In linea con gli anni scorsi, forse si venderà qualcosina in più».

Cauto ottimismo anche da parte di Giannino Gabriel (Federazione Moda Italia Confcommercio): «Le vendite dell’ultima parte del 2016 sono andate bene per quello che riguarda accessori e capi leggeri, per i capi spalla i consumatori attendono i saldi, mentre le vendite sono stazionarie».

Il problema urgente è un altro: «A perdere terreno sono stati i centri storici cittadini, per questo abbiamo intenzione di interpellare la Regione per riuscire a dar vita a un Piano per la tutela dei centri storici, che non reggono alla concorrenza sistemica dei centri commerciali». Continua: «Durante i saldi non ci attendiamo il botto, ma un risultato in linea con l’anno passato, sicuramente il contesto è stato indebolito dalle vendite pre ribassi, acquisti online e via dicendo». Quanto si spenderà? «Ogni famiglia spenderà circa sui 140 euro, considerando che i nuclei sono formati da una media di due, tre persone, nel complesso circa 350 euro o poco meno. Di certo non colmeranno il gap dei commercianti, ma per i consumatori sarà comunque una buona opportunità di trovare sconti tra il 30 e il 50 per cento».

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