«Il presepe e il crocifisso simboli d’accoglienza»

Il Patriarca a San Marco torna sui temi dell’immigrazione e della solidarietà e bacchetta l’Europa: insensibile sui migranti, ben più attenta sui temi finanziari

Accoglienza e integrazione, presepio e crocifisso, più sobrietà e meno consumismo. Sono stati questi i temi che il Patriarca Francesco Moraglia ha posto al centro delle omelie natalizie.

Cerimonie blindate e controlli severi - anche con metal detector portatili - agli ingressi della Basilica dove una folla di fedeli, residenti e turisti provenienti dai cinque continenti, si è riversata per assistere alle celebrazioni presiedute dal Patriarca.

Anche Piazza San Marco era presidiata dalle forze dell'ordine. In Basilica il Bambino con le braccia aperte, venuto in terra per aprire la storia alla speranza, è stato collocato ai piedi dell’iconostasi; qui ha accolto tutti all’insegna dell’ospitalità. Nell’omelia il presule, richiamando più volte la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione ispirate al Vangelo ha posto numerose e chiare riflessioni sul Natale, festa della sacra famiglia, luce che irradia il mondo.

Il Patriarca Moraglia ha detto: «È triste che a Natale, dinanzi all’invito di Dio all’accoglienza e all’ospitalità, qualcuno - e tra questi c’è anche chi si dice cristiano - possa vedere nel Bambino di Betlemme un pericolo, una prevaricazione e, quindi, si dichiari contro il presepio; anche così si alzano i muri, offendendo la sensibilità di molti. È difficile comprendere come non si capisca il messaggio d’accoglienza, fraternità e apertura che viene proprio dal Bambino e dal presepio».

«Ad ogni modo», ha sottolineato il presule, «risulta difficile scorgere nel presepio e poi, per estensione, nel crocifisso simboli d’intolleranza o prevaricazione religiosa, culturale, etnica che ostacolano l’accoglienza e l’integrazione».

Sul “piccolo Bambino” il Patriarca ha spiegato che è «la Misericordia di Dio rivelata ad ogni uomo, ad ogni tempo, ad ogni cultura e questa è la scelta dirompente di Dio: aprirsi a tutti e non escludere nessuno attraverso un Bambino bisognoso di tutto, che domanda solo d’esser accolto».

E, come in altre occasioni, il Patriarca non ha mancato di richiamare all’accoglienza l’Unione europea, con queste parole: «L’Europa oggi, innanzi alla questione dei migranti si mostra insensibile» ha lamentato «ben altra attenzione mostra alle questioni economiche e finanziarie».

Le prossime celebrazioni i Cattedrale si svolgono sabato 31 alle 18,30 con la messa solenne di ringraziamento e il canto del Te Deum e domenica 1 gennaio: alle 10,30 la messa solenne per la pace con il canto del Veni Creator e alle 17,30 i vespri con il Capitolo della Cattedrale.

In diocesi si rinnova l’iniziativa del “Capodanno di gratuità” rivolta a persone in stato di bisogno promossa dalla Caritas e dalla Pastorale giovanile. Numerose sono le strutture coinvolte nel Capodanno solidale.

Tra queste: a Venezia: Tana, dormitorio e mensa per senzatetto; a Marghera: Papa Francesco, mensa e dormitorio per senza fissa dimora; a Mestre: Ca’ Letizia, mensa per persone senza fissa dimora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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