Crescono gli immigrati nel Veneziano sono 81.650

Negli ultimi quattro anni il numero dei regolari è aumentato di quasi il 20% Le Acli: «Una presenza silenziosa e laboriosa che paga le tasse e rispetta le leggi»

Prima di prendersela, se proprio è il caso, con gli immigrati, bisognerebbe saper distinguere, magari leggendo i dati raccolti ed elaborati dalle Acli in occasione del 18 dicembre, Giornata Internazionale del Migrante istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Innanzitutto i regolari che vivono ormai da anni nei nostri comuni dai profughi in attesa del permesso di soggiorno e dagli immigrati economici, spesso clandestini e in quanto tali difficilmente quantificabili. Gli immigrati regolari hanno un lavoro e pagano contributi previdenziali e tasse, hanno una residenza regolare, parlano discretamente l’italiano e in molti casi anche uno dei dialetti veneti e prima di tutto hanno un regolare permesso di soggiorno, le pratiche di rinnovo e ricongiungimento familiare e, per coloro che hanno maturato il diritto dopo dieci anni di residenza in Italia, le procedure e i test di italiano validi per ottenere la cittadinanza.

Stiamo parlando degli immigrati regolari residenti nei 44 comuni della Provincia di Venezia dove abitano e lavorano, mandano i figli a scuola e si rivolgono alle associazioni e ai patronati sindacali per sbrogliare le pratiche, compilare la dichiarazione dei redditi o altre pratiche dovute.

In tutto – secondo i dati forniti da Caf e patronati delle Acli veneziane – sono ormai 81.650 ovvero il 10% esatto della popolazione totale residente nei 44 comuni della Città Metropolitana; ovvero il 19,9 % in più di quanti erano quattro anni (2012), quando erano 68.120 e la stragrande maggioranza di loro lavora regolarmente. Più di un terzo di loro ha un’età tra i 36 ai 55 anni (il 36%), seguiti dalla fascia d’età che va dai 19 ai 35 anni, tra i 19 e i 25 anni (9%) e minorenni (22%) e in gran parte nati in Italia. I primi dieci (il 21 % di tutti gli immigrati regolari) provengono dalla Romania, dalla Moldavia (11%), dal Bangladesh (9%), Albania (9%), Cina (7%), Ucraina (6%), Marocco (6 %), Macedonia (3%), Kosovo (3 % ) e Nigeria (2%). Il numero più alto (33.783, pari al 13 % del totale dei residenti) di immigrati ha una regolare residenza nel comune di Venezia, ben di più dei 4.649 residenti a San Donà (11%), Mira (3.152), Jesolo (2.932) e a seguire gli altri.

«In linea con i valori cristiani della nostra associazione è in prima linea nell'affiancare i cittadini stranieri nell'espletamento dei loro obblighi – spiega il presidente provinciale Paolo Grigolato –. Per questo vogliamo sottolineare questa presenza, spesso silenziosa e troppe volte messa in ombra dall’emergenza dei migranti in arrivo sulle nostre coste. Gli immigrati fanno già parte e da tempo del tessuto sociale ed economico delle nostre città, la loro presenza è in crescita e non può continuare ad essere interpretata come una minaccia ma come un’opportunità, un’occasione di dialogo interculturale e interreligioso, di pratiche concrete di fratellanza, di meticciato».

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