Palpeggiata dal finto pranoterapeuta

Dolo. A processo Fabrizio Cappelletto, finto guaritore già smascherato da “Striscia la notizia”

DOLO. Non solo falso pranoterapeuta: anche autore di palpeggiamenti, abbracci e baci – non certo richiesti – a una paziente e una dipendente. Nuovi guai per Fabrizio Cappelletto, sessantenne nato a Dolo e residente a Montebelluna: l’uomo, all’interno del suo “studio” di Paese (Treviso), avrebbe costretto due donne ad atti sessuali finendo ora a processo.

 

Quello di Cappelletto è un nome noto alle cronache, così come il volto: anni fa fu smascherato da “Striscia la notizia” nel pieno della sua attività di sedicente pranoterapeuta e guaritore, in grado – a sua detta – di curare persino malati di tumore e sclerosi multipla. Ora, secondo la nuova accusa, durante una “visita” a Paese avrebbe accarezzato ripetutamente il seno a una paziente, giunta lì da un Comune vicino, «attribuendosi la falsa qualifica di pranoterapeuta» e «approfittando della sua fiducia», circostanze considerate aggravanti dal codice penale. I fatti risalirebbero al marzo 2013, secondo quanto denunciato dalla presunta vittima un paio di mesi dopo.

Altro episodio, anzi, plurale in questo caso, riguarda una dipendente di Cappelletto. L’uomo, secondo la Procura, avrebbe più volte tentato approcci a sfondo sessuale con la donna, abbracciandola, bloccandola e baciandole il collo, accarezzandole le gambe. Dopo il terzo episodio, la donna ha presentato denuncia. Ora Cappelletto, difeso dall’avvocato Francesco Murgia, tenterà di dimostrare la propria innocenza nel corso del processo che si celebrerà a Treviso.

Ex imprenditore, Cappelletto ha già patteggiato una pena di tre anni per reati ambientali (traffico di rifiuti nocivi). Il suo quarto d’ora di celebrità arriverà poi grazie a “Striscia la notizia”: sarà Moreno Morello nel 2008 a smascherarne l’attività, andando a mettere il naso nell’attività di uno studio (sempre tra virgolette) che l’uomo all’epoca aveva aperto a Carbonera. Un brillante curriculum millantato online raccontava un centinaio di casi di successo e guarigioni miracolose. Attraverso un paziente-esca, “Striscia” aveva smascherato l’attività di Cappelletto, con una terapia tramite una “scatola della vita” – costo 300 euro – che in realtà non era altro che una banalissima scatola di cartone. A marzo dello scorso anno, inoltre, sempre “Striscia”: la trasmissione di Canale 5 ha pizzicato il ritorno in attività di Cappelletto proprio nello studio di Paese.

Fabio Poloni

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