Omicidio a Rio. Fondi per aiutare i bambini delle favelas e ricordare Bardella

Nasce “Il viaggio di Roberto” voluto dalla famiglia Bardella. La raccolta inizierà il giorno dei funerali a Jesolo

JESOLO. “Il viaggio di Roberto” sarà una grande iniziativa benefica voluta dai familiari di Roberto Bardella, lo jesolano 52enne ucciso dai narcos in una favela di Rio de Janeiro. Perché la sua morte non sia solo fonte di dolore e disperazione, le famiglie Bardella, quella della moglie Claudia Vianello e di Rino Polato il cugino di Fossalta di Piave risparmiato dall’omicidio che ha visto Roberto morire davanti ai suoi occhi, hanno voluto fare qualcosa di concreto per i bambini delle favelas di Rio.

Un’iniziativa che potrebbe crescere con il tempo, grazie anche a una zia di Claudia, suor Gabriella Santon, tesoriera dell’ordine delle Suore Paoline che hanno una casa proprio vicino alla favela dove si è compiuta la tragedia. Verranno così raccolti dei fondi in tutto il mondo per aiutare i bambini che crescono nell’emarginazione e la povertà di questi quartieri brasiliani tristemente famosi e che facilmente finiscono, una volta cresciuti, nelle mani della criminalità e la delinquenza diventando proprio come gli uomini ancora ricercati che hanno ucciso con il colpo di pistola Roberto Bardella in un viaggio in moto con il cugino. Chi vuole può fare un bonifico sul conto Unicredit intestato a Pia Soc Figlie di San Paolo, iban IT06V0200803298000005053238 o sul conto corrente postale numero 000030434005 intestato a Pia Soc Figlie di San Polo. La causale in entrambi i casi è “Il viaggio di Roberto”.

Dovevano restare in Sud America per un paio di mesi, ma quel sospirato viaggio è arrivato purtroppo sull’orlo del baratro prima di piombarci tragicamente con un colpo di pistola che ha spento per sempre i suoi sogni. I familiari, che già sono stati ricevuti dal sindaco, Valerio Zoggia e la giunta comunale di Jesolo, hanno stupito tutti volendo ringraziare prima di tutto i cittadini italiani residenti in Brasile e tutti i brasiliani che sono stati loro vicino in questi giorni infiniti. Hanno ricordato quella croce in una spiaggia di Copacabana con una bandiera tricolore e l’invocazione del popolo brasiliano: “Italia perdonaci”. E adesso sono andati oltre.

“Il viaggio di Roberto” è metafora della vita di questo jesolano di 52 anni che voleva vivere, vedere il mondo, imparare a conoscerlo, sempre con prudenza, educazione e uno stile inconfondibile. La sua morte è stata una tragica fatalità, ma il suo insegnamento deve continuare. Ecco perché i familiari hanno pensato a questo fondo che prenderà corpo in occasione delle esequie a Jesolo, la città che lo attende assieme alla sua famiglia. Poi sarà messo a disposizione anche un conto corrente.

Intanto, la moglie Claudia e il figlio Mattia si sono messi in contatto con un’impresa funebre direttamente a Rio che seguirà le ultime pratiche, concordando ogni passaggio con il consolato generale. Un altro passo compiuto per velocizzare le pratiche del rientro della salma. Si attende la data del rimpatrio, che dipenderà necessariamente dalla magistratura brasiliana che sta coordinando le indagini.

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