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Monsignor Cesco salva dalla strada donna incinta

Portogruaro. La puerpera era stata cacciata dal compagno già al settimo mese Il presule l’ha affidata a una struttura di accoglienza. Rischiava di perdere il figlio

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PORTOGRUARO. Monsignor Pietro Cesco salva una donna incinta dalla strada, dopo lo sfratto. Lo ha raccontato lo stesso parroco del duomo di Sant’Andrea ieri, attraverso un’appendice al bollettino parrocchiale. La donna, una straniera, viveva da clochard, dopo essere stata cacciata da un mini appartamento, di cui non riusciva più a sostenere le spese d’affitto. Nonostante la gravidanza fosse di 7 mesi non era stata aiutata da nessuno. Così il sacerdote l’ha accolta in casa e l’ha affidata prima a un albergo e poi alla “Casa Madre della vita”, una struttura d’accoglienza di Pordenone, appartenente alla curia di Concordia Pordenone, che assiste puerpere e ragazze madri in difficoltà.

La ginecologa contattata da don Cesco ha visitato la donna e aveva scoperto che il nascituro era denutrito. Ora mamma e bimbo stanno bene e il piccolo si chiamerà Pietro Davide. Monsignor Pietro Cesco ha voluto scrivere dunque un bollettino parrocchiale a parte. Si è trasformato in cronista e raccontando questa storia, che ha commosso i fedeli.

«Questa signora straniera», ha raccontato don Cesco, «ha cercato rifugio nelle diverse chiese di Portogruaro e ha dormito o in stazione o in portineria dell’ospedale. Poi ha trovato il coraggio di suonare al campanello della canonica. Mi ha raccontato la sua storia e poi mi sono dato da fare. Ho chiesto collaborazione alla Caritas parrocchiale. È iniziata un’avventura stupenda. Sono stati informati i servizi sociali del Comune di Portogruaro; la donna è stata sottoposta a una visita ginecologica il cui referto segnalava che il nascituro era denutrito. Bisognava intervenire urgentemente sulla madre, che ha rischiato di perdere il suo bambino».

La donna non poteva essere ospitata in canonica. Così è stata contattata una struttura alberghiera di Portogruaro, con Caritas e parrocchia che hanno sostenuto le spese. Abbandonata dall’uomo che forse amava e sbattuta fuori di casa. In questa condizione umiliante un bambino rischiava di non nascere. «Infine», conclude don Cesco, «ho preso contatto con la struttura di accoglienza che il vescovo emerito, Ovidio Poletto, ha voluto come segno di carità a conclusione dell’Anno Santo del 2000, la “Casa Madre della vita”, a Pordenone, dove la donna è stata aiutata a portare a termine la gravidanza». Don Cesco ha annunciato la raccolta di fondi per sostenere la madre e il suo piccolo.

Rosario Padovano

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