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Arsenale, piano di rilancio assessore in sopralluogo

De Martin con i suoi tecnici visita edifici e bacini di carenaggio. «Vogliamo valorizzare questo luogo splendido e renderlo visitabile in tutte le sue parti»

di Alberto Vitucci
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«L’Arsenale deve essere visitabile, completamente. La città merita il libero transito in tutte le parti di questo luogo bellissimo». Dopo qualche mese si torna a parlare del riuso dell’Arsenale, passato di proprietà al Comune durante l’amministrazione Orsoni. Un processo di apertura alla città ora bloccato. «La nostra amministrazione intende promuovere e rilanciare l’Arsenale e renderlo anche appetibile a eventuali investitori», dice l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin.

Ieri mattina è stato segnalato in sopralluogo all’Arsenale Nord, accompagnato da un gruppo di tecnici e dirigenti del Patrimonio, Progetti europei, Urbanistica. Metro e matita per fissare sulla carta misure e destinazioni d’uso. «La prima impressione», dice De Martin, «è che ci sia una promiscuità di inquilini che rende problematica la gestione e un eventuale rilancio». Che significa? «Che se vogliamo rendere fruibile questo bene prezioso», spiega l’assessore «occorre riorganizzare spazi e competenze. La visita di ieri aveva questo scopo: quella di prendere coscienza di quello che abbiamo».

Visita importante, perché la prima dell’amministrazione in prospettiva di un riuso «complessivo». Non significa affidare l’Arsenale a privati che mettono soldi per poterlo utilizzare come vogliono. I numerosi vincoli urbanistici e architettonici non lo permetterebbero. Ma alcune parti dell’Arsenale attendono un rilancio. Come i due bacini di carenaggio, preziose strutture ottocentesche uniche nell’Adriatico. Una, la piccola, era in gestione ad Actv ma l’azienda ha deciso di andarsene, creando un nuovo cantiere al Tronchetto e acquistando il cantiere De Poli a Pellestrina. Rinunciando a strutture nel centro storico nate apposta per la manutenzione navale.

«Anche su quello dobbiamo riflettere», dice De Martin. Il secondo luogo visitato è quello delle Tese restaurate, che adesso ospitano gli uffici di Tethis e del Cnr, la sede del Consorzio Venezia Nuova. E – la 105 – anche il luogo che si era destinato come accesso al pubblico. Rilancio vuol dire anche aprire l’Arsenale alle visite. E magari fare della sua parte Novissima anche una fonte di entrate, non soltanto legata alla Biennale. Infine gli edifici oggi occupati da Comar (ex Cav) e dal Consorzio. Per la manutenzione del Mose la scelta fatta anni fa è stata quella di portare le paratoie nel Bacino Grande, all’Arsenale Novissimo. Scelta criticata dalle associazioni e dai comitati perché in questo modo preclude all’uso pubblico della grande struttura. Anche di questo adesso il Comune potrebbe ridiscutere, quando i poteri dell’ex Magistrato alle Acque passeranno alla Città metropolitana.

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