Il Comune ai dipendenti «Restituite 55 mila euro»

CAVARZERE. Dieci anni fa avevano ricevuto i compensi per la “produttività”, ora devono restituirli perché il loro datore di lavoro, il Comune, aveva erogato quei soldi in maniera illegittima. È la...

CAVARZERE. Dieci anni fa avevano ricevuto i compensi per la “produttività”, ora devono restituirli perché il loro datore di lavoro, il Comune, aveva erogato quei soldi in maniera illegittima. È la situazione in cui si trovano gran parte dei dipendenti comunali e che sta suscitando comprensibili malumori, soprattutto per il lungo tempo trascorso dai fatti.

All’origine della vicenda, lo sforamento del patto di stabilità, attuato nel 2010 dall’allora amministrazione Parisotto (nella foto) e riverberatosi nel 2011 anche nel primo bilancio dell’amministrazione Tommasi.

In seguito a quello sforamento, il Comune era diventato un “sorvegliato speciale” del Ministero dell’Economia che tra gennaio e febbraio 2012 aveva mandato un proprio ispettore a controllare i conti del Comune.

Tra le altre conseguenze di quel controllo, una serie di contestazioni al sistema dei pagamenti del cosiddetto salario accessorio (produttività, posizioni organizzative, recupero evasione Ici, ecc.) al personale dipendente che, secondo l’ispettore, era irregolare.

Il Comune aveva risposto al Ministero con delle controdeduzioni che solo in parte sono state accolte.

E ora, a distanza di quasi cinque anni da quell’ispezione, la partita sarebbe quasi chiusa e qualcuno dovrà cominciare a pagare.

Nella sostanza il Comune, su ordine del Ministero, dovrà recuperare dai dipendenti l’equivalente delle somme erogate indebitamente, in tutto circa 55 mila euro. Tale somma è relativa al fondo per la produttività 2006, 2007 (23 mila euro), ai compensi erogati per il recupero dell’evasione Ici 2006, 2007, 2008 (17 mila euro) e al fondo produttività 2010 (15 mila euro).

Ma questa cifra potrebbe raddoppiare, dato che altri 55 mila euro, 18.300 all’anno, tra il 2008 e il 2010, sempre per la produttività, sono in attesa di «chiarimenti» da parte del Ministero. Per recuperare i primi 55 mila euro, il Comune provvederà a scomputare da tale somma l’equivalente dei risparmi di spesa effettivamente ottenuti, in questi anni, con la «razionalizzazione della spesa» tramite apposite misure organizzative, così come consente la legge.

Ma questa possibilità potrebbe non bastare e, comunque, non si applica negli anni in cui è stato sforato il patto di stabilità (2010) e allora il Comune dovrà «riassorbire» la differenza tagliando il fondo di produttività nei prossimi quattro anni, periodo uguale a quello delle erogazioni irregolari. Insomma, un bel pasticcio che sta provocando comprensibilmente malumori tra i dipendenti e che il Comune dovrà sbrogliare.

Diego Degan

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