Stop alle bici a Venezia, non si potrà neanche portarle a mano

La giunta ha approvato una modifica del regolamento con multe da 50 euro. I veneziani dovranno dimostrare di fare il giro più breve da casa a una strada

Dopo un’estate di segnalazioni e proteste per calli affollate di passanti trasformate con una certa frequenza in “piste ciclabili”, l’amministrazione ha deciso: a Venezia, sarà proibito non solo (come è da sempre) andare in bicicletta, ma anche portarsela appresso a mano. E non importa se a piazzale Roma non esistono bici-park a sufficienza per i turisti amanti della pedalata: dovranno lasciarla a casa o sarà multa.

Ieri, infatti, la giunta ha approvato su proposta del sindaco Brugnaro una modifica del regolamento di Polizia municipale, che prevede la nuova disposizione: nella città storica le biciclette non sono ammesse, in nessuna “forma”. Ora la nuova norma dovrà passare al voto del Consiglio comunale per diventare operativa - difficile ipotizzare che la maggioranza fucsia non l’approvi - e a quel punto saranno sanzioni da 50 euro (26 se pagati subito) per chi sarà trovato a portarsi appresso le due ruote tra campi, calli, ponti, facendosi strada a colpi di ruota. Naturalmente, fatta la norma, scatta il distinguo: possibile mai che ora un veneziano non potrà più spingere la bicicletta da casa fino al Lido o piazzale Roma, per farsi una pedalata in santa pace?

«È una questione di buonsenso», osserva il comandante di Polizia municipale, Marco Agostini, «sarà naturalmente permesso, ma secondo il percorso più breve da casa a piazzale Roma o ai mezzi per le isole: non si potrà fare il “giro largo”». Se fermati dal vigile, dunque, bisognerà convincerlo che si va di fretta.

Come sempre - si tratti di vietare il bagno nei canali o i pic nic in piazza San Marco - bisognerà ora vedere se alla sanzione prevista in regolamento, seguiranno poi i verbali veri e propri, ma certo il Comune ha deciso di rispondere così a un’estate che ha rimandato con sempre maggiore incalzare scatti di biciclette lucchettate ai lampioni di piazza San Marco, ai piedi del Ponte di Rialto, spinte da stremati turisti tra la folla, portate a spalla sui ponti, se non spudoratamente pedalando per le calli, incuranti dei passanti. C’è naturalmente l’altra faccia della medaglia, evidenziata dagli amanti delle due ruote: mancano i bici-park e si penalizza così non solo un turismo, ma anche un pendolarismo, lento e non inquinante. Tant’è, davanti a un fenomeno sempre più presente - crescendo il numero dei visitatori, cresce in proporzione anche quello dei maleducati - si è optato per la decisione più radicale: stop alle bici. «Si tratta solo di un primo intervento sul regolamento di Polizia municipale, in vista di un radicale aggiornamento in programma per l’anno prossimo», chiosa il comandante Agostini, «che, ad esempio, estenderà ad altre parti della città i divieti introdotti a Santa Margherita all’uso delle bottiglie di vetro e al consumo di alcolici al di fuori dei perimetri dei plateatici dei locali».

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