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Bevilacqua La Masa Bruno Bernardi è il neo presidente

«Guardiamo a un rapporto organico con i Musei Civici Con Ca’ Foscari ragioneremo di creatività e innovazione»

di Enrico Tantucci
2 minuti di lettura

La Fondazione Bevilacqua La Masa ha il suo nuovo presidente, eletto giovedì dal Consiglio di amministrazione dell’istituzione appena insediato dal sindaco Luigi Brugnaro.

È - come era nelle previsioni - il professor Bruno Bernardi, 66 anni, professore associato a Ca' Foscari, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali e membro anche del Consiglio di amministrazione della Fondazione Musei Civici.

Insieme a lui nel consiglio di amministrazione lavoreranno Valentina Farolfi consulente di relazioni pubbliche e di progetti legati all’enogastronomia e Roberto Zamberlan, a lungo titolare della galleria d’arte Santo Stefano a Venezia.

La prima riunione si è svolta nella sede di palazzetto Tito alla presenza del nuovo direttore Michele Casarin ed è stata l'occasione per fare una prima ricognizione delle attività svolte. Per un Cda insediato dopo una lunga scia di polemiche e il cui profilo non è più quello classico di un’istituzione culturale legata alla promozione della giovane arte del Triveneto, arriva il momento della verifica sul campo, con l’obiettivo anche di individuare chi potrà occuparsi della programmazione artistica della Bevilacqua. Il neopresidente ne è consapevole e già fa intuire le prime mosse del nuovo corso dell’istituzione che vanno in direzione di un rafforzamento dei rapporti con la Fondazione Musei Civici e con l’università di Ca’ Foscari, in linea con i suoi campi di attività.

Professor Bernardi, il nuovo corso della Bevilacqua La Masa parte circondato da un po’ di scetticismo. Come vi muoverete?

«Penso che un rapporto organico con la Fondazione Musei Civici sia un passo indispensabile, entrambe istituzioni comunali che si occupano di arte e di cultura. Credo anche che sia possibile mettere in relazione l’innovazione legata al mondo dell’impresa, che è oggetto anche dell’attività del Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari con la creatività dei giovani artisti contemporanei. Sono per ora solo indicazioni che intendiamo svioluppare».

Finora il presidente della Bevilacqua La masa è stato sempre un critico d’arte che si occupava anche della programmazione artistica. I vostri profili sono diversi. Chi si occuperà della scelta di mostre e iniziative artistiche?

«È un problema che ci stiamo già ponendo e che risolveremo, proprio guardando anche all’esperienza dei Musei Civici dove il presidente e il Consiglio di amministrazione sono affiancati da un direttore scientifico, la dottoressa Gabriella Belli, proprio per la programmazione. Vedremo come poter affrontare qui la situazione, fermo restamndo che nessuno vuole attribuirsi competenze diverse da quelle che possiede».

La programmazione artistica del 2017 della Bevilacqua La Masa esiste già o dovrà predisporla il nuovo Consiglio?

«C’è già una programmazione impostata da chi ci ha preceduto che stiamo valutando e che lascia comunque spazi ancora da coprire. Anche questo è uno dei compiti che affronteremo subito, anche perché ho intenzione di passare buona parte del mio tempo alla Bevilacqua La Masa».

Altri problemi in vista?

«Serve certamente una valutazione attenta della piena funzionalità delle sedi della Galleria di Piazza San Marco e di Palazzetto Tito, oltre agli aspetti economici e gestionali, compresa la ricerca di sponsor per le attività».

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