Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Caos supplenze, prime assegnazioni

Ieri sono iniziate le convocazioni all’ufficio provinciale: sistemati circa cento docenti, entro fine anno toccherà ad altri 700

MESTRE. Una spirale di assegnazioni, ricorsi e graduatorie infinite che, ad oltre un mese dalla prima campanella dell’anno scolastico, ancora non finisce: il ritardo di concorsi e indicazioni da parte del ministero dell'Istruzione continua a condizionare le scuole di tutta Italia, Venezia compresa. E non stupisce quindi che ieri, alla convocazione per i posti disponibili per le supplenze in Gae (graduatorie ad esaurimento) presso l’ufficio scolastico provinciale di via Muratori, il sentiment ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

MESTRE. Una spirale di assegnazioni, ricorsi e graduatorie infinite che, ad oltre un mese dalla prima campanella dell’anno scolastico, ancora non finisce: il ritardo di concorsi e indicazioni da parte del ministero dell'Istruzione continua a condizionare le scuole di tutta Italia, Venezia compresa. E non stupisce quindi che ieri, alla convocazione per i posti disponibili per le supplenze in Gae (graduatorie ad esaurimento) presso l’ufficio scolastico provinciale di via Muratori, il sentimento più diffuso tra gli aspiranti docenti (che in realtà lavorano già da anni) fosse una generale confusione, a cui si alternavano commenti carichi di rassegnata ironia.

La chiamata. Ieri, a partire dalle 9.30 e fino al pomeriggio, ma divisi in differenti tornate di appello, quasi un centinaio di docenti hanno risposto alla chiamata delle segreterie locali: si trattava di insegnanti i cui nomi erano arrivati sui tavoli dell'Usr dopo vari ricorsi, portati avanti perché gli esami di abilitazione sostenuti in passato da questi lavoratori erano improvvisamente stati invalidati dalla nuova normativa, che nel frattempo aveva previsto altri concorsi, vinti da una “nuova generazione” di insegnanti. Non si pensi che simili eventualità riguardino qualche caso isolato: nel Veneziano ci sono almeno 828 posizioni incastrate in questa situazione scomoda. Il problema - ovvio - non si risolve in una giornata: dopo la prima convocazione di ieri, che ha coinvolto una sessantina di supplenti e circa una quarantina di insegnanti di sostegno, i dirigenti di via Muratori sono pronti a continuare con le graduatorie fino al 31 dicembre, termine ultimo per procedere.

Caos. Intanto quello che si prospetta nei prossimi mesi è uno scenario decisamente caotico, che nelle sue peggiori declinazioni rischia di costringere qualche classe a cambiare professori praticamente una volta ogni trenta giorni: alcuni dei ripescati in Gae, infatti, potrebbero finire per “strappare” il posto ai supplenti intanto convocati dai presidi (in molti casi si tratta di professori e maestri che hanno superato il più recente concorso ma che ancora attendono le graduatorie che li riguardano e che quindi, per non restare fermi un anno, intanto hanno cercato impieghi differenti). Come non bastasse anche i supplenti così rientrati nelle scuole potrebbero doverle a breve lasciarle di nuovo, in caso il giudice finisca per bocciare i procedimenti.

Circolo vizioso. «Siamo costretti ad andare a rilento: ci arrivano ordinanze da 400 nominativi, senza alcuna indicazione di scuole, ruoli o province, solo nomi e cognomi, e siamo obbligati a verificare ogni posizione e convocare ogni singola persona», specifica Domenico Martino, responsabile dell’ufficio scolastico provinciale. «Chi poi adesso si vedrà scavalcare da questi ricorsi, magari dopo aver vinto l’ultimo concorso ed essere rimasto in attesa delle graduatorie, probabilmente avvierà un nuovo giro di procedimenti legali, in un circolo vizioso infinito. Il ministero si è incartato: amministrativamente non ci sono soluzioni. Procediamo aspettando chiarimenti, mentre resta aperta la possibilità di dover rifare tutto in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato attesa per metà novembre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA