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Equitalia gli ferma l’auto ristoratore ricorre e vince

San Donà. Dopo due anni di battaglie legali il titolare della trattoria “da Nicola” è riuscito a dimostrare che la vettura è necessaria per la sua attività d’impresa

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Equitalia gli ferma l’auto e lui impugna il provvedimento senza mai mollare fino a riottenerla dopo 2 anni.

Il ristoratore sandonatese Nicola Boschin, titolare dell’antica trattoria da Nicola a San Donà, è adesso un paladino degli imprenditori che si sentono vessati da Equitalia. Il signor Boschin, gestore del noto ristorante di fronte alla scuola media Onor, in via Nazario Sauro, ha impugnato il provvedimento di fermo della sua auto disposto da Equitalia Nord S.p.a. in relazione - si legge - “all’asserito mancato pagamento di avviso di addebito per i contributi previdenziali asseritamente omessi”, lamentando l’illegittimità del provvedimento di fermo in quanto riferito ad un bene strumentale per l’attività di impresa.

La somma non corrisposta sarebbe stata di circa 7 mila euro, ma a seguito della controversia l’imprenditore aveva chiesto in realtà un condono. Boschi con il suo legale, l’avvocato Angelo Lorenzon, ha infine dimostrato che il veicolo, una Volkswagen Polo, era in realtà un bene necessario per la sua attività di impresa e toglierlo poteva equivalere e bloccarlo del tutto creandogli un ulteriore danno economico. Ma soprattutto impedendogli di lavorare concretamente. Tutti aspetti che è riuscito a dimostrare in sede giudiziaria. Equitalia Nord S.p.a. allora si è costituita in giudizio negando che il bene sottoposto a fermo potesse essere considerato strumentale, anche se effettivamente correlato all’attività imprenditoriale di Boschin, in quanto “sovrabbondante” rispetto alle normali esigenze del suo esercizio.

Quindi la sua auto, a parere di Equitalia, non era necessaria a Boschin per svolgere la sua attività di ristoratore. Ma lo stesso ristoratore ha dimostrato il contrario descrivendo nel dettaglio il suo duro lavoro nel settore della ristorazione. «Nel corso della causa», spiega il suo legale, l’avvocato Angelo Lorenzon, «abbiamo dimostrato, mediante l’assunzione di prove testimoniali, che il veicolo era strumentale all’attività d’impresa del signor Boschin e, pertanto, il Tribunale di Venezia, sezione lavoro, ha dichiarato insussistente la pretesa di Equitalia di procedere all’esecuzione del fermo sul veicolo del titolare dell’attività, annullando il fermo medesimo e condannando quest’ultimo a pagare anche tutte le spese di lite.

«Una sentenza», conclude, «che farà sicuramente discutere anche perché molti imprenditori ritengono che Equitalia sia troppo severa e diretta nelle sue decisioni».

Giovanni Cagnassi

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